Ecco il genovese che risana i conti delle Amt

Mentre Amt sta studiando il sistema di aumentare il biglietto dell’autobus da 1.20 euro a 1.50, c’è chi studia come evitare che i furbetti viaggino gratis, a scapito dei cittadini onesti che pagano. I «portoghesi» a Genova provocano ogni anno un buco da 2 milioni di euro, come risulta da una recente indagine di Federmobilità, forum che riunisce le associazioni locali che si occupano di trasporto pubblico. L’idea semplice e geniale al tempo stesso è quella di dotare i mezzi pubblici di un sistema di «sbarramento» simile ai tornelli che si possa oltrepassare velocemente obliterando il biglietto o avvicinando il codice a barre dell’abbonamento. Il sistema, ha la tecnologia del genovese Paolo Moretti, presidente della «Saima», azienda aretina leader mondiale nel settore della sicurezza, si chiama «Tp Bus» e in questi giorni si sta sperimentando con successo a Perugia. «Dopo uno studio durato tre anni abbiamo avuto l’ok della Motorizzazione e del Ministero dei Trasporti, quale unico sistema simile in Italia» spiega l’ingegner Moretti, che da trent’anni ha lasciato Genova creando una holding da 250 dipendenti, che lavora con i governi di tutto il mondo. E in queste settimane, con l’avvio positivo dell’esperienza perugina, tante sono le amministrazioni locali d’Italia che chiedono di saperne di più, per poter finalmente avere qualche arma contro i viaggiatori «a scrocco». I «portoghesi» costano all’Amt un milione e 750.000 euro. Sei milioni di passeggeri, da gennaio a dicembre, scorrazzano sui bus gratis. L’azienda tramite i verificatori controlla appena 3 dei 150 milioni di passeggeri che usano il bus: 4 su 100 sono sorpresi in pullman senza il biglietto. Ma soltanto una cifra irrisoria dei sanzionati poi onora il pagamento della multa. Un buco nell’acqua su tutti i fronti.
Diverso sarebbe se chi non ha il documento di viaggio non potesse proprio salire. A Perugia i bus dotati di tornello sono stati decorati sulle fiancate in maniera da essere immediatamente riconoscibili, ma l’amministrazione ha deciso di allargare il più possibile il sistema al parco dei mezzi pubblici, in maniera da ridurre al minimo l’evasione, che per una città piccola come Perugia è comunque di 600mila euro all’anno.
Sono salvaguardate sempre e comunque le misure di sicurezza, visto che «l’autista del bus - spiega Moretti - in caso di pericolo ha la possibilità di sbloccare velocemente il tornello: basta premere il pulsante di emergenza che si trova in prossimità del posto guida e l’anta si apre immediatamente». Comunque il sistema non consiste in uno sbarramento, l’anta è di plastica e può essere aperta sia in entrata sia in uscita, ma se questo movimento vien fatto senza la lettura ottica del biglietto si attiva un sistema luminoso e un allarme acustico che richiamano l’attenzione.
Potrà quest’idea arrivare anche a Genova? «Chissà - dice Moretti - noi ci siamo, certamente sono le amministrazioni locali che ci stanno chiamando per dotarsi del sistema che garantisce di ammortizzare la spesa in meno di un anno a fronte di un risparmio duraturo». Tursi, se ci sei batti un colpo.