Ecco il «giardino dei ricordi»

Michela Giachetta

Dare un ultimo saluto ai defunti. Farlo in un posto silenzioso, magari circondato da alberi tipici della macchia mediterranea. Gettando le ceneri in una conca adibita esclusivamente a questo. Si potrà, non appena il d.lgs 3310 sarà convertito in legge. Ma, intanto, il luogo dove farlo già c’è. Si trova all’interno del cimitero Flaminio, è «Il Giardino dei ricordi». «Il luogo è stato pensato per dare ai congiunti la possibilità di raccogliersi in solitudine e accompagnare il proprio caro fino all’ultimo - ha detto l’assessore capitolino alle politiche sociali Raffaela Milano - insieme ad Ama vogliamo che i cimiteri siano sempre di più luogo in cui ciascuno trovi raccoglimento e quiete. “Il giardino dei ricordi” è stato realizzato avendo in mente questo fine. Con la nuova legge le cose dovrebbero funzionare così: per dare l’ultimo saluto ai defunti prima che avvenga la cremazione, i parenti e gli amici potranno usufruire della Sala del Commiato, al cui interno è situato il forno crematorio. Dopo circa un’ora i congiunti potranno procedere alla dispersione delle ceneri, nella conca cinereria, attraversando una passerella di legno rivolta verso lo scenario dei Monti Sabini. Le ceneri raccolte nella Conca verranno, poi, restituite alla natura attraverso un sistema di irrigazione. Sarà quindi questa la novità della legge di prossima approvazione. Se fino a oggi, le ceneri potevano solo essere conservate in casa o nei loculi, da domani si potrà procedere alla loro dispersione. È un fatto importante per la capitale, dal momento che le cremazioni, gratuite per i residenti, sono in continuo aumento: lo scorso anno quasi 5mila persone hanno optato per questa scelta. E nei primi cinque mesi dell’anno si sono già superate le 2mila richieste. «L’associazione romana per la cremazione - dice la vicepresidente Anna Galvi - conta 8mila iscritti. Fra questi, anche sacerdoti, suore di clausura e personaggi dello spettacolo. Vittorio Gassman era un nostro iscritto, ma abbiamo anche molti Mario Rossi».