Ecco Gourcuff, nato per stupire gemello di Kakà, erede di Zidane

Gattuso lo ha istruito randellandogli le gambe. L’invito di Berlusconi : «Sono tornato a tempo pieno: usatemi»

Franco Ordine

Il gemello monozigote di Kakà è costato meno della metà, tre milioni di euro. «Semplice, aveva ancora un anno di contratto, non l’hanno fatto per i soldi, il presidente del Rennes è ricco quasi quanto Berlusconi», spiega Oscar Damiani, il dominus dell’affare, che da sempre sorveglia il mercato francese per i club italiani. Il gemello monozigote di Kakà si chiama Yoann Gourcuff, 20 anni, centrocampista moderno, non ancora titolare dell’under 21, è l’ultima scoperta di casa Milan. «Tra i suoi coetanei viene considerato il più in gamba a livello europeo», sentenzia Adriano Galliani, vicepresidente esecutivo del Milan, da mercoledì notte il suo lavoro, bocciato da critici e addetti al calciomercato, sembra miracolosamente riqualificato. Gourcuff somiglia a Kakà e non solo nel passo dinoccolato, nella giocata geniale (l’assist per Gattuso), o nell’affondo perentorio (gol del 2-0 all’Aek) ma nelle modalità del suo arrivo a Milanello, tra giudizi stregati, incredulità diffuse e qualche mistero.
Di Gourcuff, al Milan, parlò per primo Oscar Damiani, un anno fa. «Volevo proporlo al Monaco, poi mi accorsi che era da Milan», la spiegazione dell’interessato. E Ariedo Braida, il dg, l’uomo che arruolò Van Basten e Shevchenko oltre che Kakà, annotò l’identità del ragazzo e decise di seguirlo per alcuni mesi. Sei addirittura. Poi la sentenza: «È uno da Milan». Così partì la trattativa, in gran segreto, col contributo decisivo del papà di Yoann, Christian, allenatore nel calcio francese. «Fu lui - racconta ancora Damiani - a consigliargli la scuola di Milanello». E Gourcuff, con qualche incertezza legata alla stagione di Moggiopoli, alla fine sbarcò. Conquistò subito Ancelotti e la stima del gruppo.
Un episodio, in tal senso, può risultare didascalico. In un allenamento qualunque, gli riuscì una finta su Gattuso che rispose con una randellata sulla caviglia. Gourcuff se la prese a male, mise il muso e Gattuso si vide costretto a invitarlo a cena, per spiegargli come vanno le cose nel calcio, in Italia e nel Milan. Se la cavò alla fine con una battuta. «Io sono calabrese, certe finte non le capisco». Senza conoscere una sola parola di francese (Gattuso) né una sola parola di calabrese (Gourcuff), i due si intesero alla meraviglia, riuscirono a sorridere e da allora cementarono un’amicizia che è sotto gli occhi di tutti. Mercoledì sera sbancato San Siro, Gourcuff si è seduto al tavolo del presidente Silvio Berlusconi e con lui, in francese, ha cominciato il lungo apprendistato che dal vivaio di una sana provincia francese, può trascinarlo fino al palcoscenico più importante d’Europa. «Gourcuff vi stupirà, quasi quanto Kakà», scommise Ancelotti nei giorni che prepararono il turno preliminare e il viaggio a Belgrado con la Stella Rossa, dopo avergli fatto assaggiare la prima squadra e l’erba dello stadio milanese per nove minuti.
Gourcuff è capace di ascoltare, i complimenti dei suoi, i racconti e i consigli di Silvio Berlusconi. «Torno a fare il presidente a tempo pieno, ho detto all’allenatore e ai ragazzi: usatemi pure», confida Berlusconi accogliendo alla sua tavola Inzaghi e Simic, Ambrosini e Gourcuff, informandosi sulle condizioni di salute di Kaladze. Il gemello monozigote di Kakà ha i piedi per terra e sa di dover fare ancora un bel po’ di gavetta. Per alcuni potrebbe essere l’erede di Zidane. Idea un po’ frettolosa, ma chissà. Su di lui si sprecano giudizi eccessivi, lusinghieri, ma anche stroncature inattese. Una è quella di Boban. «Trattasi di buon giocatore, non di fuoriclasse», stabilisce con qualche anticipo. L’altra è di Marcello Lippi, il ct campione del mondo. «Complimenti a chi ha scoperto Gourcuff», chiosa da Viareggio. Anche laggiù, in riva al mare, luccica il talento del gemello di Kakà.