Ecco il governo di larga (banca) IntesaEra già scritto: il ribaltone preparato in estate

<p>L’ingresso in squadra di Corrado Passera cambia lo scenario: vogliono comandare anche dopo il 2013. Era tutto scritto: il ribaltone preparato in estate. <strong>La strana previsione di Passera</strong>: <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/economia/e_passera_esulta_a_breve_avremouna_mig... target="_blank">"A breve migliore gestione del paese"</a> </strong>Lo spread sale ancora, alla faccia di Monti & C. <strong>LEGGI</strong> la <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/interni/scheda__i_ministri_governo_monti/minist... target="_blank">lista dei ministri</a> </strong>e<strong> GUARDA <a href="http://www.ilgiornale.it/fotogallery/i_ministri_portafoglio_governo_mont... target="_blank">le foto. </a>Pd, Udc e Fli esultano. <a href="/interni/pd_udc_e_fli_esultanoper_nuovo_esecutivo/lorenzo_cesa-livia_turco-dario_franceschini-italo_bocchino/16-11-2011/articolo-id=557263-page=0-comments=1" target="_blank">Vendola fuori dal coro</a><br /></strong></p>

I galletti che hanno prima minato e poi fatto cadere la maggioranza di centrodestra mi sembrano come i manzoniani polli di Renzo, che si beccavano tra di loro non rendendosi con­t­o che stavano andando diritti nel pentolo­ne. Erano quattro, i polli, come gli attuali: Fini, Casini, Bersani e Di Pietro. Beccando­si fra di loro nel comune intento di fare fuo­ri Berlusconi per prenderne il posto, sono finiti nel pentolone dei banchieri che se li cucineranno a fuoco lento.

Dubito infatti che uno dei quattro lea­der dell’opposizione possa più aspirare a candidarsi per il dopo Monti. Sono stati usati e lo saranno nei prossimi mesi per completare un piano che parte da lonta­no. Il 25 luglio (data emblematica) scorso il Giornale titolava così la prima pagina: «La trappola dei banchieri». Sottotitolo: «Contro Berlusconi, De Benedetti, Bazoli, Prodi e Passera sponsorizzano un gover­no Monti ». Ricordo che il mattino successi­vo da Banca Intesa arrivò una secca e sde­gnata smentita: ma che cosa vi inventate, noi siamo una banca non facciamo politi­ca. Ovviamente nessun giornale riprese la notizia, il farlo avrebbe disturbato il piano.

Che da ieri si arricchisce di un tassello fon­damentale: l’ingressoal governo di Corra­do Passera, amministratore delegato di Banca Intesa. Ce la potranno raccontare in mille modi, ma nessuno riuscirà a con­vincerci che il primo banchiere d’Italia, con un reddito che ha anche superato i sei milioni l’anno, molli tutto per andare a fa­re qualche mese (al massimo 16) il mini­stro a 150mila euro l’anno. Va bene lo spiri­to di servizio, va bene salvare la Patria in dif­ficoltà, va bene essere sobri, ma qui nessu­no è fesso. Usciamo di metafora. Corrado Passera in cuor suo e non solo suo, punta diritto a essere il prossimo presidente del Consiglio, magari in coincidenza con il passaggio di Mario Monti al Quirinale (i tempi delle due elezioni coincidono).

Con quale maggioranza? Non corriamo, c’è tempo. Fini, Bersani, Di Pietro e Casini lo devono solo accompagnare in questi mesi senza intralciare. Il resto verrà da sé. Il cen­trosinistra insomma potrebbe aver già tro­vato il leader che cercava, anche se Bersa­ni ancora non lo sa.