Ecco la guida (poco ragionata) ai film di Capodanno

Pieni voti a «Giù per il tubo» e «The Prestige». Gli elfi di Eragon sono noiosi

Una cosa è certa. La sera dell’ultimo dell’anno i cinema non quadruplicano i prezzi. A differenza dei ristoranti. Dunque chi ha voglia di un film si accomodi pure. Con due avvertenze: quelli buoni sono pochi; molte sale chiudono dopo lo spettacolo delle otto. Quindi chi esce alle dieci si ritrova intatta la grana della mezzanotte. Se poi non avete ritagliato un paio d’ore, c’è il Capodanno per rimediare. O farsi venire il mal di pancia. Comunque sia, ecco una guida ragionata, ma non troppo, ai film in circolazione.
COMMEDIASEXI
L’esordiente Paolo Bonolis nella sfrenata parodia di Sordi è un cialtronesco deputato che per evitare guai affibbia l’amante all’autista. Un semidivertente gioco degli equivoci in cui rifulge la beltà della statuaria Elena Santarelli. Voto: 5/6
DÉJÀ VU
Poliziesco fantatecnologico, ambientato a New Orleans, inverosimile ma con un’indiscutibile tensione. Il dectective federale che indaga sull’attentato a un traghetto ha il volto del 52enne scolpito nell’ebano Denzel Washington. Voto: 6/7
DOPO IL MATRIMONIO
Un film danese può restare sullo stomaco più di torrone e panettone assemblati. Invece il dramma familiare con il bel cattivo di Casino Royale, Mads Mikkelsen, evita con perizia il rischio mélo. Poi volete mettere che figurone fingere di aver capito tutto. Voto: 5/6
ERAGON
Siamo in zona Signore degli Anelli, ovvero in pieno fantasy, ma, ahinoi, senza fantasia. Con spreco di elfi, nani e mostri vari. Il giovane contadino del titolo diventa cavaliere e con la dragonessa Shapira stana il cattivo John Malkovich, ridotto a caricatura. Voto: 4/5
GIÙ PER IL TUBO
A Londra il topo snob Roddy si ritrova nelle fogne per colpa del topo plebeo Sid. Il ritmo è tambureggiante, qualche gag azzeccata. Insomma è uno spasso tra i riferimenti alla lotta di classe che ai piccoli faranno un baffo. Ma Walt Disney approverebbe? Voto: 6/7
NATALE A NEW YORK
Il primo posto, per distacco, in cima all’hit parade parla da solo. Meglio il primo episodio con De Sica, la Ferilli, Ghini e la Canalis del secondo con Bisio e De Luigi. Una sarabanda degli equivoci diretta da Neri Parenti. Non sarà Fellini (per fortuna del produttore De Laurentiis), ma avercene. Voto: 6
OLÉ
Massimo Boldi floppa al primo tentativo senza il fido De Sica. La colpa più che del bravo Vincenzo Salemme sta nel manico. Troppo debole la vanziniana storiella dei due prof in gita scolastica in Spagna. Daryl Hannah, della bellissima che fu, ha conservato solo la metratura. Voto: 4
UN’OTTIMA ANNATA
Chi gliel’ha fatto fare a Ridley Scott di buttarsi nella commedia? Il cinico agente di Borsa londinese Russell Crowe vaga nella cadente villa di Provenza ereditata dallo zio. In un’ora e mezzo il pescecane diventa un agnellino. Addirittura penoso quando si trasforma in giullare. Voto: 4/5
THE PRESTIGE
La storia, tinta di giallo, è originale, non ci piove. I prestigiatori di ottimo aspetto Hugh Jackman e Christian Bale si fanno la guerra, feroce e anche sleale, nella Londra di fine Ottocento. Peccato che non riescano a far sparire per sempre l’invadente prezzemolina Scarlett Johansson. Voto: 7
TUTTI GLI UOMINI DEL RE
Sean Penn è forse il miglior attore in circolazione. Purché gli mettano le briglie. Altrimenti è un gigione insopportabile. Come nel politico idealista, ansioso di cambiare il mondo che, nella Louisiana degli anni Cinquanta, diventa un demagogo da bar. Ma chi ha deciso di doppiarlo in ciociaro? Voto: 4