Ecco i Balletti russi La «rivoluzione» che ha stregato il ’900

Un doppio merito. Essere l’unico teatro al mondo a celebrare il centenario dei balletti russi con 13 titoli. E in più essere stato il primo in Italia a ospitare nel 1917 la compagnia fondata da Sergei Diaghilev. Il Costanzi, insomma, punta sulla danza: dal 7 aprile e fino al 3 maggio saranno riproposti tredici capolavori della compagnia fondata nel 1909 dall’impresario russo esule a Parigi. In programma tre cicli di spettacoli con 15 serate dove le etoile dell’Opera Laura Comi e Mario Marozzi, accompagnati dal corpo di ballo diretto da Carla Fracci, dovranno vedersela con il mondo di Nijinsky. Il primo ciclo dei balletti, dal 7 all’11 aprile propone 5 titoli diversi: il 7, l’8, e il 9 (alle 20.30) sono in programma Les Sylphides, Cléopâtre, Les Biches, e Il cappello a tre punte. Apre lo stesso balletto con il quale la rivoluzionaria compagnia ha debuttato a Parigi: Les Sylphides, musiche di Frederyk Chopin, coreografia di Michel Fokine riproposta da Carla Fracci che è stata in stretto contatto con una ballerina simbolo della seconda generazione della compagnia, Tamara Karsavina. L’allestimento è di Maurizio Varamo su bozzetto originale (1940) di Alexander Benois. Protagonisti del passo a due Laura Comi e Matteo Garron (il 7, il 9 e l’11) in alternanza con Gaia Straccamore e Vito Mazzeo (l’8 e il 10). Un’artista internazionale come Alexandra Iosifidi sarà protagonista di Cléopâtre, un balletto di mezz’ora poco rappresentato e molto impegnativo perché vede coinvolto tutto il corpo di ballo dell’Opera. La musica è di Anton Arenskij, coreografia di Michel Fokine ricostruita da Viatcheslav Khomyakov. Le scene e i costumi, su bozzetto di Leon Bakst, sono state allestite da Anna Biagiotti. L’altro balletto in programma è Les Biches, musiche di Francis Poulenc, coreografia di Bronislava Nijinska riproposta da Howard Sayette. E infine Il cappello a tre punte, la combinazione più riuscita in un balletto tra musica (di Manuel de Falla), aspetto coreografico (di Léonide Massine rivista da Susanne Della Pietra) e allestimento (costumi disegnati da Picasso e ricostruiti da Anna Biagiotti). Nelle serate del 10 e dell’11 restano invariati i primi tre titoli e c’è un cambio della guardia con L’Uccello di fuoco, musicato da Stravinskij e con la coreografia di Michel Fokine ripresa da Nicolay Androsov, che punta i riflettori su nomi di rilievo come Irma Niordaze e Mario Marozzi. In tutte le recite l’orchestra è affidata al maestro David Coleman, tra i massimi interpreti di questo repertorio, proprio per sottolineare il senso di unità tra i vari balletti nonostante partiture musicali diverse. Biglietti da 11 a 50 euro.