Ecco i "big" del Milan: è Drogba il mister X che vuole il rossonero

Adebayor unica alternativa per Ancelotti, mentre in difesa con Zambrotta piace il brasiliano Alex. Costacurta lascerà il club, vuole provare la carriera da allenatore: sarà rimpiazzato da Filippo Galli

Paolo Maldini, il capitano di lunghissimo corso, continua a scommettere sul «vecchio, paralitico Milan» come lo chiama, affettuosamente, Silvio Berlusconi. «Dobbiamo provare a vincere le ultime cinque» detta prima di chiudere le porte a una improbabile partenza di Rino Gattuso («non ci pensa proprio»). Per ottenere lo stesso risultato, Adriano Galliani, scortato da Braida e Leonardo, si muove dagli uffici di via Turati e si trasferisce a Milanello. Eppure, Champions o Uefa, quel che appassiona è il futuro prossimo e non immediato del Milan, qui inteso come calcio-mercato. Grazie anche all’ultima esternazione retrodatata del presidente Berlusconi (registrata in periodo elettorale e data al video solo ieri sera) che scolpisce il Milan che verrà.

Drogba o Adebayor L’identikit confezionato dal presidente sul «centravanti di sfondamento» appartiene a Didier Drogba, ivoriano di anagrafe, passaporto francese e perciò agli effetti calcistici comunitario. I contatti tra Drogba e Milan risalgono all’estate tormentata del 2006 quando saltò Ibrahimovic: ci fu un timido tentativo rintuzzato dal Chelsea, agevolmente. Drogba vuole il Milan, Ancelotti lo considera una delle due priorità (l’altra è il portiere) ma da qui all’accordo la strada è lunga. L’alternativa, sempre proveniente dal calcio inglese, si chiama Emmanuel Adebayor, 24 anni, del Togo, extra-comunitario per il tesseramento e qui bisogna fare i conti con l’Arsenal che viene considerata «una bottega molto costosa» da Braida. In questo scenario, Borriello rischia di restare al Genoa ancora per un anno, con la riconferma della comproprietà. Con uno come Drgoba più Pato, Inzaghi e naturalmente Sheva «da accogliere a braccia spalancate» come sostiene il presidente Berlusconi, non c’è spazio per Gilardino in partenza per Firenze (in cambio di Frey) o per Roma (ipotesi di scuola: scambio con Mexes). Per liberare le caselle da extra-comunitari, il Milan si appresta a congedare oltre a Cafu (che però era diventato comunitario), Serginho, Dida e, dovesse servire, il croato Simic o qualche «primavera».

Ronaldinho Da Barcellona continuano ad arrivare notizie di cifre immaginarie che rimbalzano puntualmente sui siti italiani. 12 milioni di euro per il suo stipendio, scrivono: favole. A Milanello Kakà, il primatista con 9 milioni, non può diventare secondo nella speciale classifica. La trattativa resta in frigo, per il momento, a causa dell’impegno dei catalani in Champions.

Fuoriclasse in difesa La novità assoluta del mercato milanista è rappresentata dalla intervenuta decisione in materia di difesa da puntellare. «Serve un fuoriclasse» detta ancora Berlusconi. E qui le ricerche sono tuttora in corso. Zambrotta arriva ma serve a migliorare la cifra tecnica dei guardiani laterali (può giocare a destra o a sinistra). Galliani e Braida puntano a rintracciare uno che sia in grado di reggere la concorrenza di Kaladze e Nesta. Mexes è un sogno, Barzagli non convince (va a Firenze), Chiellini non si muove dalla Juve: tanto per cambiare bisogna andare all’estero. Ancelotti, in passato, spese giudizio positivo per Alex.

Costacurta via, F. Galli dentro Alessandro Costacurta detto Billy ha comunicato ufficialmente ad Adriano Galliani, vicepresidente esecutivo del club, l’intenzione di voler tentare la carriera di allenatore da solitario. Non sembra soddisfatto del ruolo che gli è stato assegnato dentro lo staff rossonero. Inoltre nei mesi passati non ha potuto cogliere al volo un paio di offerte (Cagliari e Parma) perchè tesserato col Milan. Di qui un piccolo rimpasto che porta alla ribalta gli esponenti del Milan di Arrigo Sacchi. Costacurta, infatti, sarà rimpiazzato al fianco di Ancelotti, da Filippo Galli, attuale tecnico della primavera. Il suo posto sarà occupato da Chicco Evani.

Oddo record In tempi di gravissimi ritardi nel recupero degli infortunati (solo Pato è sulla strada giusta), quello di Massimo Oddo è un piccolo e curioso record. In tre settimane si è rimesso in piedi dopo l’intervento di menisco. Può tornare disponibile da domenica. Ma è stato per caso a Lourdes? Jankulovski, cinque mesi dopo la stessa operazione, risulta sempre inutilizzabile.