Ecco i cento film italiani da salvare

Dal &quot;Gattopardo&quot; di Luchino Visconti a &quot;La dolce vita&quot; di Federico Fellini<span class="txt12">, selezionate le pellicole da custodire
e restaurare come i beni culturali. Dimenticate le pellicole di </span>Franco Zeffirelli, Sergio Leone e Lina Wertmuller

Roma - Da Il conformista di Bernardo Bertolucci a Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri, dal Gattopardo di Luchino Visconti a La dolce vita di Federico Fellini. Quest'ultimo ne è riuscito a piazzare ben sette. Sei invece le pellicole memorabili di Rossellini, cinque di Rosi, De Sica e Monicelli. Nessuno - purtroppo - di autori come Franco Zeffirelli, Sergio Leone e Lina Wertmuller. Si tratta dei 100+1, la lista dei cento film da ricordare (a questi sono stati aggiunti i corti documentari di Vittorio De Seta) presentata dalle Giornate degli autori oggi in un convegno a Roma.

Gli indimenticabili da preservare Le pellicole sono state scelte da una commissione di dieci critici, storici e professionisti della settima arte (tra cui Gianni Amelio e lo sceneggiatore Domenico Starnone), fra quelle realizzate nell’arco temporale che va dal 1942 al 1978, uno dei periodi più rigogliosi per il cinema italiano. Scopo del progetto, realizzato in collaborazione con Cinecittà Holding, e lanciato due anni fa dalle Giornate degli autori durante la Mostra di Venezia, è preservare alcune delle pellicole più rappresentative del cinema italiano e farle circolare nelle scuole, per i ragazzi delle medie inferiori e superiori.

Un punto di partenza "Non sono film da salvare, questa lista, che è un catalogo provvisorio, aperto e probabilmente imperfetto, non è un’arca e non c’è nessuna catastrofe alle porte - ha spiegato Fabio Ferzetti, delegato generale delle Giornate -. Il gruppo di film che riproponiamo all’attenzione collettiva è come una cassetta degli attrezzi, strumenti utili per riaprire un dialogo interrotto con una generazione che non sa cosa si è persa". Questa lista per Ferzetti è solo un punto di partenza: "Ora insieme a Cinecittà Holding c’è un lungo lavoro, di almeno 6 mesi, per capire a chi appartengono i diritti di questi film, e poi resta ancora un ampio periodo, quello degli ultimi 30 anni, da esaminare".