«Ecco i centri sociali tollerati da Ferrante»

Un sabato nero, da Anni di piombo. Un sabato da dimenticare con un precedente sinistro esattamente trentaquattro fa: era l’11 marzo del 1972 quando a Milano, in piazza Castello, durante un comizio dell’Msi ci furono scontri violentissimi con un morto e 80 feriti. Ieri gli autonomi volevano replicare. Una giornata di scontri, cariche, lacrimogeni, bombe carta e molotov che si è conclusa con sette feriti tra poliziotti e carabinieri e una quarantina di arresti tra cui tre minorenni. A mettere a ferro e fuoco il centro della città e in particolare corso Buenos Aires sono stati i giovani dei centri sociali. «Quelli che per anni Ferrante ha tollerato» ha accusato Letizia Moratti, candidato per la Cdl a sindaco di Milano. Immediata la replica dell’ex prefetto e del centrosinistra che hanno invitato il ministro ad «essere più prudente» e hanno invece scaricato la colpa degli incidenti sul Comune incapace di «prevenire». «Strano - ha rimbeccato l’ex assessore Paolo del Debbio -. Sono indignato per le frasi di Ferrante che anziché condannare chi ha messo a ferro e fuoco la città non trova nulla di meglio da fare che accusare il Comune». Ma c’è anche chi ha giustamente ringraziato i poliziotti che hanno anche slavato alcuni autonomi dal linciaggio della gente. «Rivolgo un grazie agli uomini delle forze dell'ordine che per tutto il giorno hanno controllato la situazione - ha commentato il questore Paolo Scarpis -. Sono colpito perché è stata inferta una ferita alla città da una banda di delinquenti venuti armati fino ai denti col preciso scopo di sfasciare e rompere il più possibile».