«Ecco i conflitti d’interessi del premier»

da Roma

Romano Prodi e il conflitto d’interessi. L’interpellanza su un tema-tormentone che aveva contraddistinto l’opposizione durante il governo Berlusconi è partita, in senso opposto, dalla Casa delle libertà, con il testo presentato da Carlo Giovanardi (Udc). Il conflitto, ha spiegato in aula l’ex ministro per i Rapporti con il Parlamento, riguarderebbe proprio il presidente del Consiglio durante gli anni alla presidenza della Commissione europea (1999-2004)e il suo rapporto con Nomisma, società di studi economici da lui fondata nel 1981. Nel quinquennio della presidenza Prodi a Bruxelles, Nomisma ha firmato con la Ue 64 contratti per un volume d’affari di 8,4 milioni di euro. È questo il contenuto dell’interpellanza di Giovanardi, che però ha esposto altri intrecci insoliti tra Prodi, Nomisma e i suoi più fedeli collaboratori: «L’attuale ministro dell’Agricoltura De Castro - ha illustrato Giovanardi all’aula - dal primo giugno del 2000 lo troviamo a Bruxelles come consigliere speciale di Romano Prodi alla commissione europea. Da tale carica cessa il 31 dicembre 2000. Il giorno dopo lo troviamo presidente di Nomisma, carica che ha ricoperto fino al maggio 2004».
E in quel periodo sono stati firmati i 64 contratti tra la società bolognese e Bruxelles, ha ricordato Giovanardi. Prodi, tra l’altro, «non aveva fatto alcun riferimento a Nomisma nella dichiarazione di interessi che poteva riguardarlo e che è stata da lui sottoscritta».
Proseguendo la sua esposizione di scatole cinesi sul premier, l’ex ministro ha anche sottolineato come, tra i soci della società di studi economici, ci sia anche la «Ieffe Spa, di cui è amministratore un certo Angelo Rovati», ex consigliere economico di Romano Prodi dimessosi dopo il caso del dossier Telecom consegnato a Marco Tronchetti Provera.
Giovanardi chiede dunque al governo se non veda una «forma di conflitto d’interessi in questa vicenda, ossia in questi 16 miliardi di lire che sono andati a Nomisma - presieduta dall’attuale ministro De Castro, che, fino al giorno prima, era consulente di Prodi - dati dalla commissione europea, presieduta da Prodi?».
Nel periodo in cui il Professore è stato presidente a Bruxelles «la società Nomisma spa ha riscontrato un calo del volume di attività e progetti internazionali, attraverso bandi emessi dall’Unione Europea», ha risposto il sottosegretario per i Rapporti con il Parlamento, Paolo Naccarato. Ma Giovanardi ha posto un nuovo quesito, che riguarda una società, di cui Flavia Franzoni in Prodi, moglie del premier, detiene il 50% di capitale, «l’Aquitania», che «è in perdita e ha pure aderito al condono fiscale varato dal governo Berlusconi». Il socio di questa società, la Simbuleia, ha «un capitale di 1,8 milioni di euro» e i nomi dei soci non compaiono mai in nessun atto.