Ecco come i ladri aprono anche le porte più sicure

Gli autori dei furti approfittano delle chiavi lasciate nella toppa all’interno e le usano per aprire

(...) girare. Ma quando le mandate erano finite, i furfanti non sono riusciti ad aprire la porta. Infatti un banalissimo chiavistello la bloccava rendendola inaccessibile ai ladri. Questi ultimi, sconfitti dalla previdenza dell’inquilino, sono stati costretti a lasciar perdere e si sono allontanati.
A questo punto polizia e carabinieri stanno cercando di fare il punto della situazione per indirizzare le indagini verso la giuta direzione. Di certo si sa che le abitazioni prese di mira si trovano un po’ ovunque in città. Si registrano casi di appartamenti visitati dai ladri tanto a ponente (Voltri, Prà, Pegli e Sestri) quanto in città (soprattutto Albaro) e a levante (Sturla, Quarto, Quinto e Nervi).
A scoprire l’insolita tecnica usata dai ladri sono stati gli uomini di un commissariato genovese che, intervenendo sui luoghi delle rapine, avevano notato che non si vedevano segni di effrazione o scasso. Tutto lasciava pensare, come si è poi rivelato vero, che i ladri riuscivano a entrare nelle case aprendo facilmente la porta d’ingresso. Poi, forse per una soffiata, si è saputo che il sistema adottato da questi delinquenti era proprio quello della «mezza chiave» con la chiave originale inserita nella serratura.
Per quanto le forze dell’ordine abbiano cercato di rendere pubblico il loro avvertimento di non lasciare la chiave inserita, pare che ben pochi abbiano recepito il messaggio.
Eppure una prima conferma di questo modo di rubare c’è stata quando gli agenti del commissariato di Pré hanno fermato un giovane rumeno in possesso di chiavi alterate e di diversi grimaldelli. Il rumeno in questione si era appena introdotto in un ufficio e stava cercando di rubare tutto quello che poteva non accorgendosi che il locale era collegato via radio con la centrale operativa di un istituto di vigilanza. Per cui, proprio mentre stava arraffando il più possibile, è stato sorpreso e arrestato dalle guardie giurate che lo hanno poi consegnato alla polizia.
Ovviamente il giovane delinquente non ha voluto rivelare nulla sui suoi eventuali complici, ma per agenti e carabinieri non è affatto un mistero la presenza dei rumeni nel business delle case svaligiate. Come ormai è un dato di fatto per le questure di tutta Italia, i più pericolosi e i più attivi delinquenti che operano in Italia sono proprio i rumeni. Sembrerebbe che la Romania, quando per qualche ignota ragione è entrata a far parte del Mercato comune europeo, abbia lasciato emigrare in Italia un’impressionante massa di criminali le cui principali caratteristiche sono la ferocia e la determinazione a delinquere.