Ecco i microcosmi cari all’artista

Secondo Carolina Lombardi si possono trovare più analogie tra i materiali e i colori che tra i segni. E questa semplice osservazione deriva da una lunga e proficua familiarità con i grandi artisti del passato. La giovane artista romana, della quale la galleria «La Borgognona» di via del Corso 525 offre un’esauriente personale fino al prossimo 6 marzo, si è infatti divisa equamente tra il suo lavoro di ricerca artistica e il suo lavoro di restauratrice (ha partecipato tra gli altri ai recuperi del Raffaello di villa Farnesina e degli affreschi giotteschi della Cappella degli Scrovegni). La realtà, trasfigurata nel mondo poetico della Lombardi, rivive in questa nuova mostra dal titolo appunto «Analogie». La sua è una realtà magica, primordiale, dove ogni elemento naturale si carica di significati, si fa portatore di verità trascendenti. Affascinata dai cicli della vita, dal mistero dell’universo, la giovane artista romana opera continui spostamenti: dall’acqua alle rarefazioni cosmiche, al bruno della terra che si anima di percorsi a fasce, ritmi e corrispondenze. Ogni opera diviene, così, stimolo per la meditazione, un invito a ritrovare in noi stessi l’ordine nascosto della natura, in un sottile gioco analogico tra macrocosmo e microcosmo. Così l’acqua, più volte rappresentata, rimanda all’indeterminato, a ciò che è «in fieri», alla potenzialità inespressa. L’aria diviene immagine rarefatta nella scultura in plexiglass, che appare leggera, inconsistente, volatile come i nostri pensieri, i nostri umori. Quasi in un ripensamento della tradizione l’artista combina sottili stesure cromatiche di tempera all’uovo alla luminosità dell’oro, alla trasparenza delle garze.