Ecco i permessi brevi La sinistra spalanca le porte agli immigrati

Via alla legge che permette agli extracomunitari tre mesi in Italia senza controlli. Frattini: la Ferrero-Amato preoccupa

da Roma

Il centrosinistra assesta un altro colpetto alla Bossi-Fini. Ieri la Camera ha approvato in via definitiva la legge sui soggiorni brevi per gli extracomunitari. Un provvedimento che riguarda in particolare i lavoratori qualificati e che dà seguito a una indicazione del Parlamento europeo in questo senso. Il centrodestra però ha votato contro perché, dicono dall’opposizione, si tratta di un altro segnale di allargamento delle maglie del controllo in un momento particolarmente delicato sul fronte dell’immigrazione, come spiega Isabella Bertolini, vicecapogruppo di Forza Italia a Montecitorio. La Bertolini critica il metodo e il merito del provvedimento.
«Il centrosinistra effettua interventi a macchia di leopardo invece di intervenire in modo organico - dice -. Anche in questo caso poi ci chiediamo come verrà applicata la normativa e se verranno garantite le procedure di sicurezza». Il ddl riguarda laureati, ricercatori, manager e lavoratori specializzati. D’ora in poi per queste categorie di lavoratori anche extracomunitari non sarà più obbligatorio richiedere il permesso di soggiorno per permanenze sul territorio nazionale inferiori ai 3 mesi richieste per visite, affari, turismo e studio. La norma, per attrarre i talenti extracomunitari, prevede che, al momento dell’ingresso, lo straniero dichiari solo la sua presenza presso gli organi di polizia. Soddisfatto il ministro per il Commercio internazionale e per le Politiche europee, Emma Bonino: «Il nostro Paese torna a essere parte della circolazione mondiale di queste persone altamente specializzate».
Ma c’è anche la legge Amato-Ferrero sull’immigrazione che preoccupa non soltanto l’opposizione ma anche la Commissione Europea, che ha messo in cantiere un pacchetto di misure per contrastare il lavoro nero e lo sfruttamento dei clandestini. Mentre in Italia si alza il livello della polemica tra maggioranza ed opposizione in tema di immigrazione il vicepresidente della Commissione europea, Franco Frattini, annuncia che a giugno sottoporrà al Consiglio dei ministri Ue una serie di norme che irrigidiscono i controlli sui clandestini. «Vogliamo favorire l’entrata in Europa di coloro che rispettano le leggi e scoraggiare chi non le rispetta», dice Frattini che è pure «fortemente preoccupato» per alcuni aspetti del ddl firmato dal ministro dell’Interno, Giuliano Amato, e da quello della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero. «Mi preoccupa l’autosponsorizzazione. Spesso chi offre denaro per questa soluzione all’immigrato non è poi davvero disposto a seguire un percorso legale - osserva Frattini -. Molto spesso si tratta di trafficanti che tengono sotto scacco gli immigrati». Il pacchetto prevede sanzioni penali contro i datori di lavoro che si approfittano della condizione degli irregolari, l’esclusione dagli appalti pubblici o dalla concessione di sussidi fino a cinque anni. Per il clandestino è previsto il rimpatrio.
Intanto, dopo il sequestro del bus ad Alessandria, il ministro Ferrero commenta: «È l’ennesimo disastro figlio della Bossi-Fini». Immediata la reazione dell’ex sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, che dice «tutte menzogne». Per Maurizio Sacconi, ex viceministro al Welfare, è evidente «l’incompatibilità di Rifondazione con la funzione di governo di un moderno Paese occidentale», quindi ribadisce la volontà di andare al referendum se passasse la legge Amato-Ferrero.