Ecco i piemontesi «trapiantati» nella città eterna

Tra i premiati Gianni Rivera, Pierino Gros e Adriana Olivetti

Sabrina Fantauzzi

Aplomb piemontese e bonomia romana: binomio impossibile? Tutt’altro. A officiare il sodalizio, l’associazione dei piemontesi nel mondo e amici del Piemonte che con un’iniziativa in collaborazione con la Banca San Paolo e con il patrocinio della Regione Lazio e Piemonte ha premiato i «romantesi», ovvero i piemontesi residenti nella Capitale. A oltre 135 anni dalla breccia di Porta Pia, i piemontesi che conquistarono Roma oggi si fanno conquistare. E tra i quattordicimila residenti a Roma, testimone simbolico un ultraottentenne che con una poesia ha voluto testimoniare l’amore per la Città Eterna. In questo viaggio dall’Italia del nord, tutta riserbo e diplomazia, alla città di Trilussa e Pasquino ha scoperto una nuova prospettiva: «Roma - ha detto - non è solo la mia seconda città, anche la mia seconda natura fatta di opposti: giovialità e scetticismo, esuberanza e ironico distacco». Insomma, una natura da romano verace.
A spiegare le ragioni di questa “missione possibile” il presidente dell’associazione che ha realizzato questa prima edizione del premio piemontesi a Roma, Anna Maria Tarantini: «L’associazione ha voluto dare un riconoscimento al ruolo fondamentale che la comunità dei piemontesi nella Capitale svolge in un’epoca in cui la globalizzazione rischia di offuscare tradizioni e valori originali». «Una comunità, - ha concluso il presidente - che ha saputo in più occasioni sviluppare il patrimonio culturale di una città multietnica come Roma, crocevia di idee e di persone, mantenendo la propria identità fatta di una storia secolare, di tradizioni radicate, di forti passioni». I premiati sono stati Gianni Rivera, Anna Abbona, proprietaria delle Tenute dei Marchesi di Barolo, Piero Gros, campione di Sci degli anni Settanta e responsabile dei volontari delle ultime Olimpiadi Torino 2006, monsignor Aldo Martini, fondatore dell’Opam, opera di promozione dell’alfabetizzazione nel mondo molto attiva nel campo dell’adozione a distanza, e Adriana Olivetti della Fondazione Olivetti. Un matrimonio che non poteva finire a tavola per gustare i sapori della tradizione: riso con carciofi e asparagi, salumi, formaggi. Il tutto accompagnato dal tipico vino piemontese: il barolo.