Ecco i punti del decreto

da Milano

Ecco in sintesi le misure previste dal decreto approvato dal Consiglio dei ministri per rispondere alla situazione di crisi del settore aereo e «per riequilibrare la distribuzione dei margini dei soggetti che operano nel settore».
Vengono ridotti nel tempo i corrispettivi che i vettori pagano all'Enav in termini di «tassa di terminale» e di «tassa di rotta», applicando un sistema di determinazione in linea con le più recenti prassi per l'offerta dei servizi pubblici e tenendo conto delle diverse categorie di strutture aeroportuali.
Viene assegnata all'Enav la quota percepita dallo Stato sull'addizionale dei diritti di imbarco, al fine di compensare l'ente dei costi sostenuti per la sicurezza.
Al pari di quanto è avvenuto negli altri Paesi europei e coerentemente con le determinazioni comunitarie, i vettori nazionali vengono indennizzati dagli effetti negativi della chiusura dei cieli a seguito degli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001.
Il calcolo dei diritti aeroportuali viene legato a criteri stabiliti dal Cipe che tengono conto dell’inflazione programmata e degli obiettivi di recupero di produttività assegnati ai gestori.
È ridotto del 75% il canone di concessione pagato dai gestori aeroportuali: il risparmio derivante va direttamente a ridurre i diritti aeroportuali corrisposti dai vettori.
Si introduce il principio secondo il quale il piano degli investimenti nelle infrastrutture per il settore dell'aviazione civile deve soddisfare, in via prioritaria, i collegamenti con gli aeroporti nazionali e, in particolare, gli hub aeroportuali.
Lo Stato riconosce anche al vettore la responsabilità della sicurezza aeroportuale relativa al controllo di bagagli e passeggeri: pertanto i corrispettivi saranno ripartiti tra gestori e vettori.
Viene eliminata la consuetudine dell'applicazione delle royalties da parte dei gestori aeroportuali ai vettori legate, in particolare, alle forniture di carburanti.