Ecco i quattro uomini che terrorizzano Londra

La miscela esplosiva, a base di acetone e perossido, forse era stata preparata assieme a quella per le bombe del 7 luglio: potrebbe essere evaporata nel frattempo

Gabriele Villa

nostro inviato a Londra

No, non si ricacciano indietro facilmente i fantasmi. Non si esce dall’incubo di una paura diventata una compagna insopportabile, che spezza il respiro. Londra il giorno dopo, Londra quindici giorni dopo. Londra lacerata dalle sirene che, già di prima mattina svegliano di soprassalto una città che non può addormentarsi. Si comincia nel modo più tragico. Con la sparatoria alla stazione del metrò di Stockwell, con un morto che c’entra poco o niente e dove un uomo è stato arrestato nel pomeriggio dopo un’irruzione degli agenti in una palazzina. Un arresto cui ne è seguito un secondo, in serata, alla stazione ferroviaria di Birmingham, dove un sospetto è stato bloccato e i suoi due bagagli sequestrati dagli agenti. L’uomo è stato poi rilasciato. Panico e caos, zone isolate, metro bloccati, bus deviati, per tutta la giornata fino a notte fonda. Con falsi allarmi (come la bomba segnalata in una moschea dell’east London), pacchi e zaini sospetti. Con le perquisizioni e con i blitz a vuoto come quelli in Harrow road e a Kilburn. Ma soprattutto con una caccia all’uomo che non conosce precedenti da queste parti.
«È la più grande sfida operativa lanciata alla Metropolitan Police», hanno detto ieri a Scotland Yard, per catturare a ogni costo quei fanatici dell’esplosivo che avant’ieri avevano architettato una nuova strage. «Si tratta di uomini che vogliamo rintracciare urgentemente», ha detto Andy Hayman, del dipartimento antiterrorismo nel briefing del capo della polizia Ian Blair dove sono state mostrate le quattro immagini, riprese dalle telecamere a circuito chiuso, che ritraggono i sospetti autori dei quattro falliti attentati di giovedì sui metrò e un bus.
«Riconoscete qualcuno di costoro?», ha chiesto Hayman, dopo aver mostrato e descritto le foto. «Li avete per caso visti insieme prima o dopo le esplosioni di ieri? Se li vedete, chiamate il numero di emergenza 999. Se conoscete la loro identità, se sapete qualcosa sui loro movimenti o dove si trovino al momento, chiamate la hot line del servizio antiterrorismo della polizia. Sconsigliamo vivamente invece al pubblico di avvicinare questi individui», ha insistito Hayman.
Nella prima foto si vede un uomo che corre in un sottopassaggio. È sulla trentina, robusto, capelli rasati. Indossa pantaloni bianchi larghi e una felpa nera con la scritta bianca «New York». «La felpa – ha aggiunto Hayman - è stata ritrovata più tardi in una strada di Brixton», nel sud di Londra. La foto è stata presa alle 12.34 nella stazione di Oval. È l’uomo che ha lasciato un ordigno sul un vagone della Northern Line diretta a nord; dovrebbe essere salito a Stockwell. È sceso a Oval». La seconda foto, ripresa al 12.53 sul retro del piano superiore dell'autobus della linea 26, ritrae l'uomo sospettato di aver lasciato l'ordigno esploso all'angolo fra Hackney Road e Columbia Road. Viso dai tratti asiatici, con pizzetto nero, l’uomo indossa un berretto bianco calcato sulla testa, in stile musulmano, una maglietta grigia o celeste con un logo con palme, un giubbotto nero leggero. La terza foto ritrae il terzo uomo mentre esce della stazione di Warren Street alle 12.39. Ha un volto scuro, con capelli corti e crespi e la barbetta o un pizzetto. L'espressione è tesa, nervosa. Indossa una camicia blu. Ha le mani protese in avanti. La quarta foto, infine è stata presa alle 12.21 alla stazione di Westbourne Park, nel West End di Londra, cioè tre fermate prima di Shepherds' Bush, dove è stato piazzato il quarto ordigno. Secondo la polizia avrebbe viaggiato in direzione ovest sulla Hammersmith&City Line ed è uscito correndo dalla stazione a Shepherd's Bush. Nell'immagine appare a figura intera, un uomo calmo, tranquillo. A differenza di quello di Oval, non corre, ma cammina guardandosi intorno. Non si distinguono i lineamenti del volto, sembra avere una barbetta anche lui. Indossa un berretto da baseball nero, camicia e pantaloni scuri e uno zaino scuro.
Le fotografie sono l’epicentro di una città passata al setaccio in mille angoli opposti. Con punte di tensione altissime. Come quando gli agenti sono entrati in un edificio di Harrow Road e, dopo averlo circondato con i mezzi blindati, hanno introdotto un robot cacciatore di esplosivi invitando la gente di tutto l’isolato a rimanere in casa. Ma non hanno trovato chi cercavano. E così è andata anche in un altro edificio di Kilburn dove gli uomini dell’antiterrorismo, con le maschere anti-gas, si sono soltanto imbattuti in alcuni spaventatissimi, innocui inquilini.