Ecco i rinforzi: «Via Padova ora è più sicura»

Completato oggi il contingente milanese di «Strade Sicure»: 21 zone sensibili presidiate, pattugliate 11 aree «a rischio»

Con i 170 uomini che prendono servizio oggi il contingente è completo: 420 soldati presidiano 21 zone di Milano: 11 «strade calde» pattugliate da 170 uomini e i 10 siti sensibili controllati da 174 unità dotate di armi lunghe. Ottanta militari vigilano sul cpt di via Corelli.
Capelli brizzolati, alto e fisico atletico, 42 anni, li guida il colonnello Vincenzo Stella, comandante del reggimento Artiglieria a Cavallo «Voloire», dal quale dipende l’operazione milanese «Strade sicure».
Colonnello, i suoi uomini sono ormai divenuti delle «star»: rincorsi dai giornalisti e acclamati dai cittadini...
«Confesso che non mi aspettavo una reazione tanto entusiastica e un effetto mediatico di tale livello. Questo significa che la gente riconosce giustamente i militari come “figli del popolo“ al servizio della nazione, per produrre sicurezza all’estero e, quando necessario, all’interno».
Quali i risultati di questi primi giorni di pattugliamento con le forze dell’ordine?
«A Baggio, su segnalazione della Polizia di Stato, una nostra pattuglia affiancata a un carabiniere ha bloccato un uomo su un ciclomotore. Poi in stazione Centrale è stato arrestato un italiano che in stato di collera stava fracassando una postazione antincendio, e ancora un altro è stato arrestato per aver esibito un tesserino falso dei carabinieri. E abbiamo fermato una rapina in un locale».
E in via Padova come sta andando?
«Durante il pattugliamento notturno alcuni cittadini hanno fatto presente ai nostri militari che la zona pareva trasformata: i soliti spacciatori negli ormai noti posti sembravano essersi dissolti. Ovunque ci è stato detto che la città si presentava molto più tranquilla del solito. Questo effetto-prevenzione lo dobbiamo anche al considerevole spazio che stampa e televisione hanno dedicato alla nostra missione».
Cosa risponde ai sindacati di Polizia che ritengono i militari inadeguati o da destinare in città di provincia?
«È una polemica nella quale non voglio entrare. I nostri uomini sono addestrati, adeguatamente armati, e la loro esperienza acquisita in missioni estere o nazionali li pone assolutamente all’altezza del compito destinato. Inoltre, ogni mattina alcuni docenti vengono in caserma per tenere ai nostri militari corsi di procedura civile e penale o rispondere ai loro quesiti».
Ora avete in missione cittadina circa 420 militari, quante le donne-soldato? E quali sono gli obiettivi sensibili coperti?
«Per ora le donne-soldato sono 20 su 420 militari circa. I punti sensibili coperti complessivamente sono 21».