Ecco i Subsonica tra Battiato e l’ambientalismo

«Abbiamo voluto scardinare i principi classici di concerto rock con questo tour: vedrete». Il Palalottomatica è tutto esaurito per l’attesa data dei Subsonica di venerdì. Boosta, al secolo Davide Di Leo, il tastierista e portavoce delle band torinese, descrive L'eclissi tour come un evento davvero innovativo per il concetto di live: «In più di 2 ore di concerto sarà impossibile stancarsi! Il palco è innovativo perché gioca ad annullare l’immaginario del concerto rock. C'è un lungo parallelepipedo di 18 metri sul quale siamo disposti in riga e una illuminazione dalla quale spariscono i classici fari attaccati e compaiono dei led al posto di luci e proiezioni. È una cosa che richiama un po' le installazioni della dance».
Ci saranno sorprese anche nella scaletta?
«Ci sarà tutto L’eclissi, il disco nuovo, ci saranno i nostri classici e poi faremo anche una cover di quello che consideriamo il più grande maestro italiano ovvero Franco Battiato con Up Patriots To Arms».
«L’eclissi» è un disco scuro, riflessivo e affronta temi quasi «apocalittici» come mai?
«Da normali osservatori notiamo che molte cose non vanno come dovrebbero andare. L’eclissi, comunque, è di per se un momento, ed è dunque auspicabile che presto torni il sole. Anche la stessa glaciazione è un periodo con un inizio e una fine».
Dov’è, per esempio questa eclissi?
«Noi non vogliamo atteggiarci a guru, però avendo una coscienza critica media ci permettiamo di osservare quello che succede. Riteniamo dovere di tutti intervenire per migliorare questa società, tanto più noi giovani che, se Dio vuole, dovremmo avere ancora una bella fetta di vita davanti. E a trent’anni non possiamo dire “non cambierà ma niente”».
A proposito di impegno, questa sera (ore 21.30) inaugurerà al Palazzo delle Esposizioni la rassegna LibroMusic con un reading di «Gomorra» di Roberto Saviano.
«Si tratta proprio di quel genere di impegno a me più congeniale. La camorra, la criminalità organizzata descritta da Saviano, non sono soltanto problemi di Napoli e della Campania. Riguardano in verità tutto il nostro Paese. Proprio per questo a leggere alcune pagine del libro saremo due torinesi doc come me e Giancarlo Caselli».