«Ecco come i tre porti liguri possono navigare insieme»

«Ridurre fino all’azzeramento le tasse portuali e di ancoraggio per l’anno in corso e per il 2011? Neanche per sogno»: sono perfettamente d’accordo fra loro i tre presidenti delle Authority della Liguria, Luigi Merlo (Genova), Rino Canavese (Savona) e Lorenzo Forcieri (La Spezia), nel bocciare sul nascere la norma contenuta nel decreto «Milleproroghe» che - insistono - rischia di bloccare la strategia di investimenti in vista del potenziamento delle infrastrutture. «Non abbiamo aumentato le tasse quando potevamo farlo, ma non riteniamo neppure di abbassarle ora - aggiungono i tre presidenti - gli utili sono serviti e serviranno, altrimenti gli scali non potranno crescere». In prima fila, particolarmente agguerrito, è lo spezzino Forcieri, da due anni in carica e impegnato a fondo per realizzare il Piano regolatore: «È il mio primo obiettivo. La vocazione è per un mix: merci, turismo e crociere, che possono coesistere se ben coordinate».
Sono funzionali i progetti in corso.
«... su 200mila metri quadrati di nuove aree. Cito l’ampliamento del molo Garibaldi per i traffici di merci varie, la realizzazione a levante del terzo bacino per i container, il progetto del waterfront urbano curato da José Thomas Llavador e la nuova stazione marittima, oltre al potenziamento della capacità di trasporto ferroviario».
A proposito: i collegamenti su rotaia sono fondamentali allo sviluppo.
«Occorre potenziare la Pontremolese. Che è ancora un problema, per la mancanza della galleria di valico e il collegamento alla linea ad alta capacità di Parma. Se i tempi non saranno lunghi, si rivelerà un’opportunità formidabile».
I dragaggi, invece, che avevano subìto uno stop, sono un problema ormai risolto.
«È vero, e ci permetteranno di ospitare navi di grandi dimensioni, incrementando l’operatività dello scalo».
Lei, Merlo e Canavese parlate a una voce sola.
«Il coordinamento funziona, e se ne avvantaggia il sistema dei porti liguri, la sua efficienza e la molteplicità dell’offerta. Questo non esclude, ovviamente, anche un coordinamento con i porti dell’alto Tirreno».
Un sogno nel cassetto?
«Lo sviluppo della logistica oltre il porto. Ma non è affatto un sogno!».