Ecco le immagini del degrado

(...) nelle foto scattate in perfetto stile «Jene», con i telefonini, da dietro le serrande abbassate di negozi o attraverso le persiane chiuse delle case, i commercianti di zone Caricamento hanno fissato situazioni incredibili: accattoni e ubriachi che dormono per terra, spacciatori e tossicodipendenti che fanno i loro traffici apparentemente indisturbati, parcheggi selvaggi con auto posteggiate davanti a scalinate e negozi, muri lordati con scritte e graffiti di ogni genere. Sullo sfondo regna un abbandono e una sporcizia scoraggianti, che ricordano da vicino l'emergenza rifiuti di Napoli, con bottiglie e sacchi di immondizia lasciati in ogni angolo, portici e androni trasformati in latrine a cielo aperto da senzatetto e sfaccendati italiani e stranieri che hanno fatto della zona il loro porto franco. In questa situazione i negozianti si dichiarano al limite della sopportazione e accusano il Comune, guidato dal sindaco Marta Vincenti, di immobilismo e di avere, in concreto, abbandonato la parte storica della città. Nel mirino ci sono le «bande di rom, maghrebini e romeni» che hanno come punti di ritrovo i negozi etnici, dai kebab agli spacci cinesi ai call center specializzati in telefonate con l'estero, ma non mancano le irregolarità di alcuni ambulanti che sfruttano la situazione: «ci sono verdurai che vendono birra a tutte le ore senza rispettare un'ordinanza comunale che vieterebbe la vendita di bottiglie alla sera». E il Comune che fa. Secondo i commerciati arrabbiati poco o nulla e, anzi, intralcerebbe addirittura il loro lavoro. Un esempio? «Lo scorso ponte dal 25 aprile al primo Maggio - si legge nel documento-denuncia -. È stata organizzata una Festa dell’Unità in piazza Caricamento (basta, per favore con queste cose), ebbene gli stand hanno coperto vetrine e negozi con il risultato di tagliare dei almeno il 70 per cento gli affari del commercio stanziale che si deve sobbarcare le spese di personale e di tasse comunali come quella sulle insegne che in quei giorni sono state oscurate da tendoni e teli». Una situazione, tra l’altro, che fu già denunciata lo scorso anno senza, a quanto pare, che nulla sia cambiato in dodici mesi. Nel dossier si parla anche di occupazioni abusive di case da parte di «noti pregiudicati» e di scarichi fognari irregolari e pericolosi, situazioni tollerate da troppo tempo. «È uno schifo, ma è così» assicurano. Intanto, a rendere ancora più dolorosi i disagi della città, è arrivata ieri anche la notizia pubblicata dal mensile inglese «Monocle», bibbia dei cultori del bello, che ha stilato la classifica delle città più vivibili al mondo. Nessuna italiana è arrivata nelle prime 25, mentre Genova si è piazzata al primo posto delle non elette. Buon risultato? Sembra proprio di no, visto che lo stesso periodico inglese si domanda se il capoluogo ligure possa aspirare a diventare la prossima Barcellona, la città spagnola che in poco più di un decennio ha cambiato volto diventando uno dei posti più belli e godibili d’Europa. E meno male che quelli di «Monocle» guardano il mondo attraverso un monocolo, perché se avessero inforcato un paio di occhiali e visto cosa accade a Caricamento certo le aspirazioni di Genova le avrebbero ridotte a zero.