Ecco un inno alle virtù femminili

Riapre la sala di via del Viminale con il balletto scritto e musicato dal poeta spagnolo

Alessandra Miccinesi

«Il teatro è uno degli strumenti più efficaci per l’edificazione di un paese, è il barometro che ne registra la grandezza o il declino. Un teatro avvertito e ben orientato a tutti i livelli, dalla tragedia al vaudeville, può trasformare in pochi anni la sensibilità di un popolo». Parole profetiche, quelle di Federico García Lorca nel gennaio del ’35, all’indomani del soggiorno americano che indusse il grande poeta spagnolo a un rinnovato fervore creativo, esente stavolta da ossessioni personali. E che lo portò - con la messa in scena de La Barraca nel ’32 - a confrontarsi con il teatro popolare ambulante. Un’esperienza fondamentale per la genesi delle sue tre grandi tragedie: Bodas de sangre, Yerma e La casa di Bernarda Alba. Toccherà proprio a Nozze di sangue, balletto con canzoni diviso in due atti, ideato da Beppe Menegatti su musiche del sevigliano Joaquín Turina e canzoni (testo e musica) di García Lorca, inaugurare il palco del nuovo teatro Nazionale. Ancora fresco di restyling - i lavori di ristrutturazione del foyer, platea e galleria sono iniziati nel 2004 e si ultimeranno nel 2006 - il rinnovato teatro (nuovo dalla pavimentazione all’acustica, comprese buca orchestrale, poltrone, tinta alle pareti, illuminazione, soffitti e impianti di sicurezza) alzerà questa sera il sipario con una perla proposta dal Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera diretto da Carla Fracci.
La creazione di Beppe Menegatti, grande estimatore del poeta spagnolo fucilato il 19 agosto del ’36, è riveduta e corretta rispetto alla prima versione da lui stesso realizzata e diretta nel ’61 a Firenze. «Lo spettacolo è stato modificato e migliorato anche rispetto all’ultimo allestimento (aprile 2005, Reggio Calabria) - spiega Menegatti -. Da giovane Lorca era il mio pane quotidiano e ho messo in scena le sue tragedie coinvolgendo primedonne del proscenio come Paola Borboni, Lidia Alfonsi, Edmonda Aldini, Delizia Pezzinga, Renata Negri e Carla Fracci, la quale all’epoca interpretò il ruolo della Luna in Nozze di Sangue».
«È incredibile - gli fa eco la Fracci -, sono passati cinquant’anni da allora. Non è un caso che il mio debutto teatrale fu Teatrino di Don Cristobal, sempre di Lorca. Dopo aver allargato i miei orizzonti artistici danzando La Luna mi ritrovo, oggi, di fronte a un altro ruolo magistrale: quello della Madre in Nozze di Sangue, al posto della Borboni. Per me è come ricominciare daccapo» conclude la Fracci, felice che il Teatro Nazionale sia stato strappato al degrado. «Questo restyling ci dà la forza di andare avanti».
Il balletto, che contiene brani musicali originali di Turina eseguiti dall’Ensemble Musicale Voces Intimae diretto da Luigi De Filippi, e canzoni di Lorca interpretate da Alma Manera, è un inno alle virtù femminili e mette in scena le grandi preoccupazioni, gli affanni, e i dolori delle donne della storia: di ieri e di oggi. Rappresentato per la prima volta l’8 marzo del ’33 al Teatro Beatriz di Madrid, la potente tragedia lorchiana approdò sulle scene italiane il 4 maggio del ’39 al Teatro delle Arti di Roma con A.G. Bragaglia. Tra gli interpreti principali dell’allestimento: Lo Sposo (Damiano Mongelli), La Moglie (Alessia Barberini), La Sposa (Anjella Kouznetsova) e San Sebastian (Riccardo Di Cosmo). Scene e costumi sono di Elena Puliti.
(Teatro Nazionale: 06/481601 - www.operaroma.it)