«Ecco gli intrecci coop-Ds in Toscana»

Verdini: «Dall’ospedale di Empoli a tre linee tramviarie: tutti opere dei consorzi edili rossi»

Marco Bastiani

da Firenze

Onorevole Denis Verdini, coordinatore di Forza Italia in Toscana, l’affondo di Chiti contro Berlusconi è chiaro: il premier non può dirsi estraneo all’intreccio fra politica e affari...
«La verità è che quello di Chiti è un pittoresco attacco al presidente Berlusconi, che dimostra solo quanta confusione e quanta paura regnino in queste ore nella Quercia. I Ds cercano vanamente di far ricadere sul premier i gravi problemi che li attanagliano sul fronte dei rapporti tra politica e affari. Berlusconi, nella sua veste di grande imprenditore entrato in politica, è al centro dell’attenzione del mondo, e tutto quello che fa è trasparente. Scegliendo la politica, sicuramente non ci ha guadagnato. Esattamente l’opposto di quanto va dicendo Chiti».
Il coordinatore della segreteria Ds sostiene anche che non esiste un intreccio fra politica e Coop rosse nelle regioni rosse, come dimostrerebbe la vicenda di quattro ospedali in Toscana dove le cooperative hanno perso l’appalto. È d’accordo?
«Chiti cita l’annosa vicenda dei quattro nuovi ospedali toscani, la cui costruzione è stata ritardata solo a causa dei gravi contrasti esistenti all’interno dei Ds. Quando nel 2004 il Consorzio Toscana salute perse l’appalto ricorse al Tar mettendo a serio rischio la realizzazione delle strutture, finanziate per metà dal governo. Dopo due anni di stallo il Consiglio di Stato ha dato torto alle Coop. Ma in questo periodo né Chiti né la giunta regionale spesero una parola contro il ricorso alla magistratura delle cooperative. Abbia poi il pudore, il coordinatore ds, di non spacciare per distanza dalle Coop rosse una risaputa guerra intestina tra fazioni della Quercia in lotta per il controllo del potere. Che in Toscana ci sia un rapporto stretto tra Ds e cooperative non è certo un segreto».
Che cosa intende dire?
«L’intreccio fra mondo bancario, cooperative e Ds è ormai talmente intricato che per scioglierlo non basta qualche buona parola. È sufficiente vedere che cosa hanno costruito le cooperative rosse nella Toscana di cui parla Chiti e che cosa stanno realizzando. I più grossi appalti, magari assegnati con lo strumento agevolato del project financing, sono finiti spesso nelle mani del Consorzio Etruria, azienda edile aderente alla Lega della cooperative e guidata da un diessino doc, o di società collegate. Penso alle tre linee della tramvia fiorentina, che vengono stimate oltre 600 milioni di euro, al Palagiustizia di Novoli dal valore di 30 milioni di euro, al project financing di San Miniato, nel Pisano, di oltre 12 milioni di euro, oppure alla nuova uscita sulla superstrada Fi-Pi-Li valutata 7 milioni di euro. Per non parlare del nuovo ospedale di Empoli, appalto da 65 milioni di euro vinto dalla Inso, società acquistata nel 2000 proprio dal Consorzio Etruria. Quando i lavori pubblici languono poi ci pensa il braccio della grande distribuzione a dare lavoro alle cooperative edilizie»
In che senso?
«Basta vedere quanti nuovi supermercati, ipermercati e centri commerciali targati Coop sono spuntati negli ultimi anni. Penso sempre alla Toscana: dopo sei ipermercati realizzati in una decina d’anni, il Consorzio Etruria ora ha da poco ricevuto la commessa di costruire un nuovo centro commerciale di 12mila metri quadri a Cascina, nel Pisano, una nuova struttura Coop nel centro di Prato e la ristrutturazione di quella di Lastra a Signa. E sono solo alcuni esempi».
Lei ha accennato anche ai rapporti con il mondo bancario...
«Non è un segreto che il gruppo del Consorzio Etruria, di cui fanno parte anche Inso ed Etruria investimenti, è ormai finanziato dalla Banca Monte dei Paschi di Siena. L’istituto è diventato socio sovventore nel 2003, mentre la Cassa di risparmio di San Miniato, banca dell’arcipelago Mps, ha acquisito significative quote di Inso ed Etruria investimenti, che ha come direttore generale un ex consigliere comunale ds di Campi Bisenzio. Insomma, tutto si tiene. Mondo politico, cooperativo e bancario si fondono insieme, l’uno per fare gli interessi dell’altro e viceversa. C’è un esempio emblematico: a Siena il responsabile del Ccc, il Consorzio cooperative di costruzioni, che ha vinto numerosi appalti negli ultimi anni, è membro del cda del Monte dei Paschi e marito di un assessore comunale responsabile dei project financing nella giunta di sinistra».
La sinistra ora è diventata garantista...
«Hanno fatto la loro fortuna politica grazie alle inchieste giudiziarie e ora fingono di meravigliarsi delle intercettazioni ordinate dalla magistratura e finite sui giornali. Concludo facendo io una domanda a Chiti, visto che lui ne pone tante: il Monte dei Paschi, la banca più vicina ai Ds, rientra o no nel mondo finanziario, e se ci entra, come io ritengo, Chiti si è mai reso conto dell’intreccio politica-affari che da sempre avviene nel salotto buono di quel cda, in cui hanno seduto insieme tutti i protagonisti delle "scalate" di questi mesi?».