Ecco come l’acqua del rubinetto diventa ottima

In recenti articoli su diversi giornali si raccontava di acque minerali costosissime, più di una bottiglia di buon vino. A Hollywood, secondo la filosofia di una nota casa, si può giudicare una persona dalla bottiglia d'acqua che porta con sé, abitudine tipicamente americana, ed ecco l'idea per una bottiglia esclusiva lavorata a mano con incastonati cristalli Swarovski. Un lusso da 24 dollari per 750 ml di freschissima acqua del Tennessee! Ci sono ristoranti, dove oltre la carta dei vini ti presentano la carta delle acque minerali con prezzi da capogiro. Esiste una «Associazione Degustatori di Acque Minerali» che tiene corsi di «Idrosommelier» con relativo diploma e nelle grandi enoteche si trova acqua scozzese per allungare il connazionale distillato. I comuni mortali si accontentano delle anonime acque in bottiglia, che hanno un costo non tanto alto d'acquisto (però moltiplicate x 365!), ma non tanto basso per l'impatto ambientale, causa l'energia usata per imbottigliarle, trasportarle prima al commercio e poi a casa, e per la necessità di smaltire i vuoti. Un recente sondaggio di Sky (11.02.2008) rivela che il 64% dei partecipanti rinuncerebbe all'acqua minerale in bottiglia per risparmiare denaro e contribuire alla difesa dell'ambiente. Ma l'acqua del rubinetto è poi tanto cattiva? Si potrebbe con poco renderla più gradevole?
Per rispondere a questa domanda bisogna prima considerare cos'è l'acqua. Essa è il principale elemento dal quale siamo costituiti, ed è anche un importante vettore di informazioni. In una qualsiasi città l'acqua passa dagli invasi ai trattamenti e poi attraversa centinaia di chilometri di reti idriche più o meno in buone condizioni. Non solo rischia di contaminarsi, ma soprattutto assume moltissime «informazioni negative», un po' come la memoria di un computer. Le acque minerali sono meno soggette a queste trasformazioni, però quando dalla data dell'imbottigliamento a quella del consumo passano settimane o mesi, cosa succede, specie in nelle bottiglie di plastica? E se ci fosse un sistema per trasformare l'acqua del Sindaco (come si usava un tempo chiamarla) in una pozione salutare? Semplicissimo: basta far bollire l'acqua per una decina di minuti in un bollitore o pentola di vetro pirofilo, farla raffreddare e «decantarla» in una bottiglia di vetro pulita, lasciando sul fondo gli eventuali depositi di calcare. Così il cloro si consuma, e tutte le «informazioni negative» vengono cancellate, come un «reset» del computer, eventuali batteri sono eliminati e l'acqua torna integra quasi come di sorgente, gradevolissima di sapore e morbida: contribuirà in modo ottimale al rinnovo quotidiano del corpo e farà riscoprire, sembra incredibile, sapori dimenticati. Provassimo a sottoporla ad un «Idrosommelier»?