Ecco l’altra Roma. Per Veltroni non esiste

Un tour nell’altra Roma, quella abbandonata e nascosta dal sindaco Veltroni al resto del Paese e al jet set internazionale. Un viaggio che ha mostrato angoli da Terzo mondo nel cuore della capitale, con immagini che si pensava appartenessero soltanto al Medioevo. Il tour del degrado, organizzato dalla Destra a bordo di un pullman, è partito ieri mattina da piazza Vittorio, cuore della Chinatown romana, e si è concluso quattro ore dopo al Quadraretto, alla scuola elementare che sorge proprio a fianco del Sert. A guidare il tour i parlamentari Teodoro Buontempo e Daniela Santanchè, e il portavoce romano Fabio Sabbatani Schiuma.
All’Esquilino, prima tappa, un rione ormai in mano a cinesi e bengalesi: «La Destra si è battuta con sit-in e interrogazioni contro la moschea abusiva di via San Vito - rileva Nicola Tripodi -. I locali sono tuttora sigillati per abuso edilizio». Il rione è un coacervo di magazzini, negozi, alberghi clandestini. «In locali di 60-70 mq vivono fra le 15 e le 40 persone», denuncia Caratelli. Seconda tappa, Tor di Quinto, per depositare un mazzo di fiori sul vialetto verso la stazione, dove Giovanna Reggiani il 1° novembre è stata uccisa da un romeno. «Speriamo che non ci sia bisogno del sangue di altre donne per tornare a parlare di legalità - afferma la Santanchè -. Ieri il governo ha cancellato il decreto sicurezza, l’ennesima figuraccia del ministro Amato. A questa gente interessano solo i titoli sui giornali, nient’altro».
Si prosegue in direzione Boccea, facendo sosta a Casal del Marmo. Nella borgata centinaia di famiglie non hanno neppure l’acqua potabile, pur pagando fino all’ultimo centesimo di tasse. Veltroni parla di Africa e di pozzi da scavare per dare da bere agli africani del Malawi. Non c’è bisogno di andare lontano. Il Terzo mondo è qui e oggi. Altro che Continente nero. Sotto i nostri occhi a una fontanella pubblica fanno la fila decine di persone. «Sono senza parole - tuona esterrefatto Buontempo -. Qui si vive come 300 anni fa, non è possibile». «È indegno di un paese civile», insorge la Santanchè. Eppure Casal del Marmo è a soli 3 chilometri dal Vaticano. «Il Comune da queste famiglie con la sanatoria ha riscosso tutti gli oneri di urbanizzazione - rimarca Buontempo - i soldi dovevano essere restituiti facendo i servizi, ma qui non c’è niente. Non c’è acqua né farmacia né posta. Non ci sono marciapiedi né illuminazione pubblica. Solo case».
A Piana del Sole, al Portuense, quarta tappa, i residenti aspettano da ben 11 anni l’illuminazione pubblica. Le strade sono da terzo mondo, sconnesse, piene di buche. A perdita d’occhio solo desolazione. «Quello che fa più male - commenta Sabbatani Schiuma - è vedere il vialetto sporco e solitario che porta alla stazione ferroviaria. Come a Tor di Quinto, lo stesso degrado, lo stesso altissimo rischio di essere aggrediti». Subito dopo via Cristoforo Colombo, strada ad alto tasso di mortalità per incidenti. All’Infernetto i residenti vivono imprigionati dal traffico e dai pericoli della circolazione: «E presto arriveranno altri 20mila residenti, sarà la paralisi totale», denuncia La Destra. Penultima tappa, al Divino Amore, sull’Ardeatina, ove lo stesso parroco del Santuario si sta battendo contro la prevista discarica d’immondizia, «destinata a rifiuti particolari, i pliclorobifenili (o fluff), potenzialmente cancerogeni». Il tour ha termine al Quadraretto, al Tuscolano, dove in via Levi il Sert dei tossicodipendenti mette a repentaglio la sicurezza dei bambini della scuola che sorge a fianco.