Ecco l’anello che «prova» l’amore incestuoso di Dickens

Più del reprensibile tradimento di una moglie devota o di un marito eroe di guerra e di viaggi (chi non ha mai pensato che per Penelope fosse solo una questione di tempo, prima di una capitolazione definitiva?), più del fornicare con ninfette minorenni («Lolita... luce della mia vita, fuoco dei miei lombi...»), più delle notti che Sade trascorreva tra irrefrenabili impulsi che oggi portano il suo nome nel suo castello di La Coste, in Provenza, con zingarelle reclutate per strada, mentre in lontananza già si aprivano per lui le porte di un ventennio di prigione, ecco, più di tutto questo - e persino più della coltivata autarchica incomprensibilità del Finnegans Wake - la letteratura (e con essa un certo sorprendente numero di suoi autori) è sempre stata innamorata di un tema indicibile, immorale, mai fuori moda epperò sempre condannato da pressoché tutto il mondo in tutte le epoche, un tema che per Lacan neanche esisteva, o meglio esisteva solo in quanto proibito: l’incesto. Si legga Ada, per esempio, di Nabokov, o per farla breve, riandiamo alla tragedia greca.
Qualche volta, la letteratura è passata alle vie di fatto, e allora tutto si è risolto in tragedia (George Trakl e sua sorella) oppure in farsa. Sarà quest’ultimo il caso di Dickens?
Raccontiamo ciò perché sul Times di ieri si poteva leggere di un anello ritrovato, un pegno d’amore che circonderebbe di un’ulteriore aura di verità biografica un pettegolezzo che circolava già con vigore nella pruriginosa società vittoriana: insomma, l’autore di Grandi speranze, David Copperfield e Il circolo Pickwick avrebbe avuto davvero una relazione incestuosa con sua cognata Georgina Hogarth, che aveva assunto il ruolo di governante in casa Dickens dopo che la sorella Catherine aveva sposato lo scrittore. E mica una cosa leggera: la storia durò anni, senza peraltro intaccare l’altra relazione clandestina di Charles con la giovanissima Ellen Ternan.
C’è di peggio: Charles e Georgina ebbero un figlio. Per smentire già all’epoca i numerosi pettegolezzi che volevano Georgina madre di tre bambini illegittimi, a un certo punto Dickens chiese una perizia medica sulla verginità di lei, ma un anello d’oro con diamante a 0.9 carati pare più duro da confutare della firma di un medico forse prezzolato. Hector Charles Bulwer Lytton Dickens, sedicente figlio di Charles, si portò il monile appresso per tutta la vita, fino a quando non fu venduto dai suoi eredi per poi rispuntare misteriosamente tra le mani dell’attuale venditore che vuole rimanere anonimo. Un banditore di aste dello Herefordshire mormora che Hector se lo assicurò dai figli «legittimi» di Dickens, cioè, sempre si dice, dai suoi fratelli. Il monile andrà all’asta il 21 febbraio con un prezzo guida tra i 28 e i 39mila euro, non eccessivo se si pensa che la scrivania su cui Dickens scrisse alcuni immortali capolavori è stata venduta di recente per 480mila sterline.