Ecco l’armata degli uomini «spazzatura»

I manichini di HA Schot, realizzati con materiali di scarto, rimarranno all’ombra dell’obelisco Flaminio fino al 29 marzo

Un esercito pacifico ha occupato piazza del Popolo. Sono i mille ominidi che compongono «Trash People», l’installazione dell’artista tedesco HA Schult che resterà all’ombra dell’obelisco Flaminio fino a giovedì prossimo. I manichini sono realizzati con materiali di scarto: lattine, scatolette di cibo per gatti e scatolame vario, fili e componenti elettriche, bottiglie. Tutto ciò che è «rifiuto» è stato assemblato fino a ottenere sagome umane che, nel loro silenzio, inviano ai passanti un messaggio di forte impatto. «Rappresentano ciò che rischiamo di lasciare in eredità alle generazioni future – commenta l’autore, affiancato dalla “musa” e collaboratrice Elke Koska -. Produciamo rifiuti e diventiamo rifiuti. Come la piazza Rossa a Mosca, anche piazza del Popolo ha attraversato epoche storiche sanguinose, con la mia installazione un’epoca incontra l’altra e questo incrocio genera la scintilla che altro non è se non arte». La lattina di Coca-cola schiacciata potrebbe essere dunque il «reperto archeologico» per le generazioni del futuro, suggerisce Schult, il lascito ai nostri nipoti. L’artista berlinese non è nuovo a simili provocazioni, sempre finalizzati a sensibilizzare l’opinione pubblica in tema di ambiente. Nel 1976, ad esempio, tramutava piazza San Marco a Venezia in un mare cartaceo, depositandovi 380mila copie spiegazzate del Gazzettino e, quattro anni prima, aveva scelto Roma per un «Picture box» che parlava di consumo e risorse. Il popolo degli uomini-immondizia fa tappa nella Capitale dopo un viaggio già lungo: è stato ai piedi della Défense a Parigi, di fronte al Cremlino a Mosca, sulla Grande Muraglia a Pechino, ha avvicinato le piramidi a Giza e invaso anche il «salotto d’Europa», la Grand-Place a Bruxelles. L’immagine aerea dei «Trash People» in Antartide verrà trasmessa in tutto il mondo. Nel 2008 l’esercito silenzioso avrà attraversato dodici luoghi storici di ben cinque continenti.