Ecco l’estate dei famosi per niente

Non sanno fare nulla, ma spadroneggiano in tv, sono inutilmente celebri
grazie spesso solo al cognome di papà. Stavolta però sono finiti sui
giornali per un buon motivo: hanno preso un sacco di legnate

«Sbaglia solo chi agisce» si diceva un tempo per rincuorare qualcuno che aveva commesso in buonafede un errore. Come dire: se non fai nulla forse ti eviti di sbagliare, ma neanche arriverai da qualche parte. Sembrava un ragionamento lineare. Tuttavia il mondo ha preso a girare al contrario ed ecco che siamo finiti nell'era di Paris Hilton e compagnia cantante: lei gli sbagli li fa soprattutto da ferma (al massimo, a letto o in limousine), la pagano pure e ha sempre più successo.

Sarà per l'onnivora presenza di trash media a ogni latitudine, ma è ormai assodato che per raggiungere la celebrità - insieme a fortunati guai con la legge che non fanno altro che far aumentare il cachet - non è necessario saper fare qualcosa. Basta impersonare se stessi, meglio ancora se si ha un cognome famoso. Dopo l'ennesimo arresto di venerdì sera a Las Vegas perché dal finestrino della sua automobile usciva fumo di cocaina, Paris Hilton, l'ereditiera più famosa d'America, non avrà difficoltà a piazzare la sua immagine a prezzi più elevati: le telecamere sono già puntate sul portone del carcere dov'è rinchiusa, in attesa di cogliere il suo delizioso broncio capace di annientare qualsiasi velleità di punizione. Qualche inevitabile accenno di pentimento, e il circo Hilton riaprirà i battenti come prima, meglio di prima.

C'è da dire che quest'anno il club delle «persone famose soltanto per essere famose» alle prese con qualche guaio è piuttosto nutrito. Le aziende posticce (bigiotteria, look design) di Nicole Richie, figlia adottiva del cantante Lionel e celebre solo per la sua amicizia venata di litigi con Paris Hilton, scricchiolano un po': d'altronde quella dell'imprenditoria «a perdere» è una picca di diversi famosi per niente in cerca di spessore sociale. Anche i brand della Hilton vanno così così e senza poter più contare sull'interezza dell'enorme eredità di famiglia, essendo Paris stata diseredata poiché ritenuta inaffidabile. Le due cadranno comunque sul bagnato: già nel reality di povertà obbligata «The simple life» hanno dimostrato di esser poco propense a viver sotto certe soglie. Ad aggravare le cose, però, a giugno il tribunale di Los Angeles ha deciso di prolungare di dodici mesi il periodo di libertà vigilata di Nicole (quattro anni fa entrò contromano sulla Ventura Freeway dopo aver preso marijuana e Vicodin, scontando poi ben 82 minuti di cella).

Altra «socialite» - persona conosciuta perché si diverte in modo vistoso - è Peaches Geldof, figlia del cantante e filantropo Bob. Seguita passo passo, come la sua collega Ivanka Trump, figlia di Donald e Ivana, da tutti i siti di gossip, in marzo Peaches è salita alla ribalta per una notte di sesso ed eroina con un fantomatico amante che poi l'ha raccontata sul web, fornendo prove fotografiche discutibili. Un po' quello che è successo a Kim Kardashian, famosa solo da quando chiese 5 milioni di dollari di risarcimento dopo che un video amatoriale con il suo ex Ray J era stato reso pubblico dalla Vivid. Un mese fa Kim si è rimessa con Cristiano Ronaldo, forse per consolarsi del fatto che il Dr. Siegal, l'inventore degli omonimi biscotti, l'aveva appena denunciata per diffamazione via Twitter. Due settimane fa, invece, la «celebre» Tila Tequila se l'è vista brutta: non sapendo far nulla, nemmeno cantare, ha preteso lo stesso di intrattenere un pubblico piuttosto grezzo durante il festival canoro Gathering of the Juggalos. Hanno cominciato con lo scagliarle addosso bottiglie di birra e pietre, per poi inseguirla, mezza nuda, fino alla sua roulotte.

La tatuatissima Michelle McGee, che fino all'anno scorso viveva di spogliarelli et similia, a marzo di quest'anno è diventata globalmente famosa perché pochi giorni dopo aver vinto l'Oscar Sandra Bullock scoprì la tresca di lei col marito Jesse G. James. La McGee sembrava essersi «sistemata» e invece un mese fa la buttavano ancora fuori dal club «Voyeur» di Los Angeles in quanto «persona non gradita». Tutto questo mentre a Larissa Riquelme - la modella paraguayana diventata una delle star dei Mondiali di calcio senza esserci mai andata, avendo giurato di spogliarsi in caso il Paraguay entrasse nelle semifinali (si è spogliata lo stesso, ndr) - veniva rapinata sul lungomare di Ipanema.

Che dire poi della duchessa di York, Sarah Ferguson? Non sarebbe così famosa se non si fosse fatta succhiare l'alluce dal manager John Bryan mentre il matrimonio col principe Andrew Windsor stava naufragando, foto che hanno fatto il giro del globo. A maggio scorso l'hanno filmata mentre incassava 40mila sterline (su complessive 500mila richieste) da un reporter in incognito del «News of the World» che fingeva di voler avvicinare il suo ex consorte per «fare affari». È da una settimana che la stampa inglese si chiede chi stia pagando le costose vacanze in Sardegna della principessa in bancarotta.