Ecco l’imbroglio: più tasse già sopra 25mila euro

Laura Verlicchi

da Milano

È una manovra fiscale che colpisce il ceto medio, quella voluta dal governo Prodi. Non solo: a essere penalizzati sono soprattutto i lavoratori con familiari a carico. Per loro, infatti, come dimostra la tabella pubblicata qui a fianco ed elaborata dal Sole24Ore, la tassazione Irpef aumenta già a partire da 30mila euro di reddito, «grazie» ai nuovi meccanismi che sostituiscono le deduzioni per carichi di famiglia. I contribuenti senza oneri familiari, invece, vedono aumentare la tassazione solo a partire da un reddito di 40mila euro.
La simulazione - che non tiene però conto degli assegni familiari - sintetizza gli effetti delle misure contenute nell’articolo 3 del disegno di legge contenente la Finanziaria 2007, ossia la rimodulazione di aliquote e fasce di reddito e le nuove detrazioni per tipologia di reddito e carichi di famiglia. Sono stati considerati alcuni nuclei familiari tipo, in cui il capofamiglia è un lavoratore dipendente, ma varia il numero dei familiari a carico e di conseguenza l’impatto del nuovo sistema di tassazione.
Nei casi in cui il solo coniuge è a carico, le proiezioni mostrano un vantaggio fino a 25mila euro di reddito, con un guadagno medio di 100 euro l’anno rispetto all’Irpef 2006. Ma se il capofamiglia guadagna 30mila euro, il vantaggio si trasforma in una penalizzazione di oltre 100 euro l’anno, e addirittura mille euro l’anno se il reddito sale fino a 80mila euro.
Se in famiglia c’è anche un figlio a carico, la situazione non cambia: l’incremento d’imposta inizia a partire da 30mila euro di reddito, e va da 140 a mille euro l’anno.
Se poi i figli a carico sono due e hanno più di tre anni, il vantaggio rispetto all’Irpef 2006 riguarda soltanto i redditi fino a 25mila euro, ed è di 180 euro all’anno in media, ossia circa 15 euro al mese. Mentre è di 30 euro al mese il rincaro per i redditi da 33.500 euro: e via salendo fino ad arrivare a 75 euro al mese, ossia quasi mille euro l’anno, per chi guadagna intorno agli 80mila euro. Per quest’ultima fascia di reddito, quindi, il carico familiare è indifferente: paga comunque fino a mille euro l’anno in più rispetto a quanto pagava con l’Irpef 2006.
Dalla simulazione emergono, dunque, risultati diversi, almeno parzialmente, da quanto indicato nel comunicato stampa del governo nei giorni scorsi, secondo cui il vantaggio Irpef riguarderebbe i redditi fino a 40mila euro. Ma vediamo come i nuovi meccanismi fiscali contenuti nella Finanziaria 2007 incidono sulla tassazione dei lavoratori dipendenti. Oltre a riscrivere aliquote e scaglioni di reddito (23% fino a 15mila euro, 27% da 15 a 28mila, 38% da 28 a 55mila, 41% da 55 a 75mila e 43% oltre i 75mila), la nuova Irpef cancella il meccanismo delle deduzioni sostituendolo con le detrazioni. In realtà, si tratta di un ritorno al passato: ossia al sistema tradizionale, che prevede prima il calcolo delle imposte in base alle aliquote previste per i vari scaglioni e poi la sottrazione dalla cifra finale delle detrazioni.
Le deduzioni, invece, abbattono direttamente il reddito imponibile sul quale poi deve essere applicata l’aliquota. La loro scomparsa, oltre a incidere sul prelievo Irpef, renderà l’imponibile più «pesante» ai fini delle addizionali regionali e comunali, che quindi, a parità di reddito, saranno più elevate che nel 2006. Inoltre, non va dimenticato che sui lavoratori dipendenti dal primo gennaio 2007 peserà l’aumento del prelievo contributivo, pari allo 0,3% dell’intera retribuzione percepita. Infine, le detrazioni, sia per i familiari a carico che per tipologia di reddito (lavoro dipendente o pensione), sono inversamente proporzionali al reddito stesso: se questo aumenta, diminuiscono fino a sparire. La soglia di azzeramento è 55mila euro per redditi da lavoro dipendente e 95mila per un figlio a carico.