Ecco l’Inter del basket Montepaschi Siena: 17 partite, 17 vittorie

Chiude da imbattuta il girone d’andata travolgendo la Pierrel (92 a 70)

Il caviale di Siena, il brodino di Milano, lo zampone per chi ha chiuso bene il girone di andata come Biella, Cantù, Scafati, che ha tolto a Varese qualsiasi illusione e la lascia sola in fondo alla classifica, Montegranaro che è addirittura nelle prime 4, come Avellino che ha tolto subito le piume a Pesaro segnando 90 punti, come Roma che ha strapazzato la Virtus. Solo lenticchie per gli altri.
Sono giorni dove la qualità dovrebbe aiutare certe squadre a vivere meglio, ma se bevono roba scadente e mangiano porcherie, tipo l’Armani che avanti di 25 sul campo della Fortitudo si è trovata la peripatetica Upim ad un punticino, poi non bisogna stupirsi del mal di pancia.
Montepaschi padrona del campionato: 17 vittorie su 17 partite, in cammino per raggiungere i 21 successi consecutivi del Simmenthal 1964-65. Bello vederla giocare come ieri a Capo d’Orlando, dove non è bastata la passione della Pierrel, una delle rivelazioni dell’anno, per mettere in angoscia i campioni che pure erano andati in Sicilia con qualche problema visto che mancavano di Lavrinoic e Kaukenas, i due lituani dal braccio d’oro. Le grandi squadre le valuti in certe situazioni e quando Ilieviski (22 p.) ha completato i giochi d’attacco aperti da McIntyre (14), Sato (10), ma soprattutto Thornton (20), abbiamo tutti capito la differenza fra lo spumantino leggero e le bevande degli dei.
Per spiegare meglio basta dire che nel gruppo si è infilato benissimo, dopo 3 giorni di allenamento, il venezuelano Hector Romero, un giramondo che fra qualche giorno compirà 28 anni, dando respiro ad Eze in costante progresso (10 punti, 10 rimbalzi, 5 stoppate!), completando la quadriglia tricolore di Pianigiani che con la difesa ha inaridito il cannoniere Diener (11), rendendo vana la frenesia di Pozzecco (19), fermando Slay (17) dopo un buon avvio, vanificando un’altra bella giornata di Charles Wallace (16 rimbalzi, 11 punti, ma anche un misero 1 su 8 nel tiro da 2).
Ben diverso il mezzogiorno di Upim ed Armani con Milano ispirata nei primi 20’ (49-27), quelli dove la Fortitudo, senza Bagaric, era davvero una cosa inguardabile, ben lontana dalla squadra sognata dalla gente e anche da quella che Mazzon, unico spettatore privilegiato, vede nelle sue notti da sognatore. Fischiata dal suo popolo la Fortitudo è arrivata, con una difesa appena decente, alle bombole d’ossigeno che Milano non era riuscita a custodire, rimontando da meno 25 a meno 1, ma qui il mancino Sesay, mattatore all’inizio (21 p. alla fine, con 8 rimbalzi), trovava il colpo da 3 punti, 3 dei 12 miseri segnati nell’ultimo quarto, che incartava il torrone da portarsi nel volo verso Malaga dove l’Armani domani ricomincerà la sua modesta Eurolega. Attilio Caja si deve accontentare della nicchia nel purgatorio molto lontano dalle 7 squadre (oltre a Siena promosse Biella, Pesaro, Roma, Montegranaro vincitrice ad Udine anche senza Garris, Capo d’Orlando e, soprattutto, Avellino travolgente contro la Scavolini) che in febbraio si giocheranno la coppa Italia insieme alla Virtus Bologna ammessa come organizzatrice, non certo come invitata per meriti artistici, ma i problemi dell’Armani restano, soprattutto se la miccia diventa corta anche per scelta tecnica e questo davvero non riusciamo a comprenderlo, anche se resta evidente che un rinforzo sarebbe importante, tanto per non vedere Danilo Gallinari partire alla grande e finire senza vedere più né il gioco, né il campo.