Ecco l’istanza presentata già a marzo 2006

Ecco la denuncia arrivata alla Guardia di finanza pervenuta a marzo nel 2006 da cui è partita l’indagine sulla clinica milanese Santa Rita. «Decine di validi professionisti - medici e infermieri professionali - sono stati costretti a lasciare il lavoro in S. Rita perché si sono rifiutati di aderire alle disposizioni della Direzione Sanitari per pratiche dannose ai pazienti, pratiche inventate per derubare la Regione (consenziente). Il paziente ricoverato per un semplice intervento chirurgico viene convinto a subirne uno ben più gravoso e inutile per rimpinguare le casse della Clinica ovviamente con l’accordo di prezzolati personaggi della Regione che fingono di effettuare controlli sull’attività della Clinica accreditata. Una semplice cataratta viene spesso seguita da un intervento per glaucoma, patologia appena accennata e che dovrebbe essere risolta con una semplice terapia medica: 400 inutili interventi annui di questo tipo, dal 2003 quando fu acquistato il costoso macchinario per poterli eseguire. Un ricovero al pronto soccorso per una banale aritmia è l’occasione ghiotta per l’inserimento di un pace-maker: almeno 200 casi all’anno, casi facilmente curabili e controllabili con una corretta terapia farmacologica.
Un menisco operato in artroscopia, seguito su insistenza dei medici da un impianto di una costosa e non aggiornata protesi al ginocchio, tanto inutile quanto dannosa per l’ignaro paziente, 200 casi in un anno. Si può continuare all’infinito, è semplice valutare i danni provocati alla Sanità Regionale - circa 15 milioni di euro, pari al 5% dell’importo stimato pagato dalla Regione alla S. Rita per l’accreditamento.