Ecco l’Italia che esce dalle urne tedesche

A Come viene vista in Germania questa «italianizzazione» del voto politico?
La sorpresa del risultato - non totale perché gli ultimi sondaggi avevano preannunciato che nessuna delle due coalizioni avrebbe conquistato la maggioranza assoluta - ha posto la classe politica tedesca di fronte a un bivio: affrontare un lungo periodo di instabilità; oppure, come farebbe pensare l'annuncio di un vertice tra Cdu-Csu e Spd giovedì prossimo, dare subito al Paese un governo di larga intesa - magari con una staffetta per il ruolo di Cancelliere - per fare le riforme, rinviando la resa dei conti a una fase successiva. Colpisce che si cominci a parlare di introdurre un «premio di maggioranza», come proposto in Italia, considerato che i due maggiori partiti, che a metà degli anni Settanta raccoglievano oltre il 90% dei voti, sono rimasti al di sotto del 70%. Se la Germania si indirizzasse verso questa soluzione, il centrodestra italiano avrebbe un sostegno clamoroso alla sua iniziativa per riformare la legge elettorale, e spiazzerebbe la sinistra che ha alzato un muro nonostante che la maggior parte dei partiti dell'Unione siano favorevoli al proporzionale.
B Perché tanta attesa in Italia per il voto tedesco?
Per parecchi motivi. Il centrodestra sperava in una netta sconfitta di Schröder per rilanciare, anche dopo la vittoria di Koizumi in Giappone, l'immagine vincente del centrodestra. Il centrosinistra temeva che una vittoria della Cdu-Csu avrebbe aumentato le polemiche all'interno dello schieramento di sinistra in Germania e, di riflesso, anche in Italia, favorendo il centrodestra. Tutti volevano vedere ancora alla prova l'efficacia del modello elettorale tedesco in un momento di dibattito acuto su questo tema.
C Come ha reagito il centrodestra al fallimento dei sondaggi?
Marco Follini ha dato un consiglio all'Unione: «Mi sembra un risultato sul quale dovrà riflettere Prodi... lo danno vincente e io non voglio dare per scontata la sua vittoria». Stessa posizione di Sandro Bondi: «Le elezioni hanno mostrato la fragilità dei sondaggi pre-elettorali e di questo è bene che tutti ne tengano conto, anche all'interno della Casa delle libertà».
D Come ha reagito il centrosinistra al fallimento dei sondaggi?
Romano Prodi aveva messo le mani avanti già da alcuni giorni. Dopo il risultato ha detto: «Le elezioni sono aperte, lo sono fino all'ultimo, anche se gli eventi vanno a nostro favore». Piero Fassino, sulla rimonta di Schröder portata ad esempio dalla Cdl per un'eventuale rimonta del centrodestra, ha dichiarato: «È roba da gossip giornalistico che non merita nemmeno di essere discussa politicamente». Stessa posizione di Francesco Rutelli: «Non credo proprio che possa capitare in Italia quanto accaduto in Germania».
E Come è stato giudicato il sistema elettorale tedesco, considerato fino alla vigilia del voto un fattore di stabilità e governabilità?
Per Gianfranco Fini, «non esiste una legge elettorale che sia perfetta, che garantisca sempre e comunque di avere un governo scelto nelle urne». Al quale ha ribattuto Luca Volontè dell'Udc: «Desta una certa preoccupazione l'accanimento del vicepremier contro la legge elettorale tedesca». Per Rutelli, «il voto di Berlino dovrebbe servire da lezione a quanti vorrebbero importare quel sistema elettorale nel nostro paese». Secondo Gavino Angius, dei Ds, il voto tedesco rappresenta «una lezione per i nostalgici proporzionalisti». Clemente Mastella si è distinto dalla sinistra: «Il modello che c'è in Italia per le elezioni regionali è il migliore. E il risultato delle elezioni tedesche lo dimostra. Consente a ognuno di esprimersi con modalità proporzionali, ma con la possibilità di avere il premio di maggioranza». Silvio Berlusconi, invece, ha detto che «il pareggio in Germania non dipende dalla legge elettorale». Quindi ha precisato: «Lì le ali sono tagliate fuori, i comunisti non entrano nel governo mentre da noi faranno parte dell'esecutivo e il risultato sarà uno solo: Prodi durerà meno di due anni».
F Quali suggerimenti per il dibattito italiano sulla riforma della legge elettorale?
Rocco Buttiglione crede «che i tempi per fare la nuova legge elettorale ci siano, ma bisogna vedere se c'è la volontà politica di farla... Con questa nuova legge il bipolarismo rimane saldo, con questa legge in Germania oggi ci sarebbe già un governo». Sulla stessa linea Mario Baccini, Udc: «Le elezioni tedesche hanno dimostrato la ragionevolezza della nostra proposta di una nuova legge elettorale proporzionale con premio di maggioranza». Invece Rutelli sostiene che «per l'Italia un ritorno al proporzionale sarebbe disastroso» e ha espresso la sua preferenza per «il doppio turno alla francese».
G Come è stato giudicato il gesto «coraggioso» del Cancelliere tedesco di andare ad elezioni anticipate nonostante i sondaggi negativi?
Silvio Berlusconi ha detto che Schröder «si è giocato tutto senza rinnegare nulla puntando sulla sua coalizione, rivendicando programmi e operato del governo, ricordando ai tedeschi le cose realizzate». In merito alle richieste da parte dell'Udc, Berlusconi ha affermato che Schröder «non ha operato nessuna discontinuità, ha rivendicato con orgoglio le cose fatte dal suo governo, si è messo in gioco ancora una volta».
H Quale rapporto con il «gesto di discontinuità» chiesto dall'Udc?
Silvio Berlusconi ha detto che «la vera discontinuità non è cambiare leader». Poi ha ammesso che «forse sarebbe stato meglio votare, ma è ormai inutile parlarne». Marco Follini ha ribadito: «Sarebbe stata cosa saggia giocare d'anticipo dopo le regionali. Ma adesso, non mettiamo la carta carbone tra Germania e Italia, non spingiamoci troppo in là con le analogie». Per Casini «Schröder la sua discontinuità l'ha fatta, è stato premiato il suo coraggio».
I Possibile per l'Italia una Grande Coalizione?
Gianni De Michelis è forse il solo ad auspicarla: «Alla Germania come all'Italia serve una Grosse Koalition» perché sarebbe la soluzione «più utile per fare le grandi riforme di cui la Germania, come l'Italia, ha bisogno». Negativo Sandro Bondi, per il quale ciò che conta «è la volontà, la determinazione, l'unità e l'orgoglio di rivendicare ciò che di positivo si è fatto». E Berlusconi ha detto di essere l'unico in grado di «mettere sotto Romano Prodi», come ha fatto Schröder con la Merkel.
J Qual è stata la valutazione generale?
Secondo Piero Fassino, «la verità è che... in Europa la gente a destra non va». Fausto Bertinotti è d'accordo con qualche distinguo: «È evidente nel cuore dell'Europa socialdemocratica la realtà delle due sinistre: una riformista e una radicale». Ma aggiunge che «è finita l'autosufficienza delle forze riformiste». Di parere diverso è Boselli, che non vede un arretramento della socialdemocrazia e si compiace per «la vittoria di Schröder e della Spd». Marco Follini sostiene che «la lezione del voto è che non basta mettere in campo i due Poli e poi tutto il resto è conseguenza. La credibilità va guadagnata». Casini afferma che «se ci sono la volontà, il coraggio di cambiare e la determinazione, anche le cause disperate possono essere ribaltate».