Ecco Lang Lang, «folletto» del piano

«Un giovane cinese mi ha chiesto una volta: la Deutsche Grammophon è la tua casa discografica? Sì, gli ho risposto. E lui: ma è anche la casa discografica di Mozart. In America, invece, mi hanno chiesto: perché suoni musica così vecchia, come quella di Mozart, che ha più di duecento anni? Ho risposto: e voi perché leggete ancora Shakespeare, che è più vecchio di Mozart?». Così Lang Lang, la star cinese del pianoforte, di passaggio a Roma per un concerto a Santa Cecilia, questa sera, ha spiegato la differenza fra i giovani occidentali e quelli cinesi, questi ultimi molto aperti e sensibili, anche se un po’ ignoranti in fatto di storia della musica occidentale.
In Cina il pianista Lang Lang, ventisei anni, è una star, ma non è l’unica, perché c’è anche Yundi Li, l’altro giovane pianista che ha sbaragliato i concorrenti occidentali al Concorso Chopin di Varsavia. Yundi Li, meridionale, è più timido, riservato di carattere, laddove Lang Lang è una forza della natura e un mostro di simpatia, estroverso ma anche acuto, con grande senso dello humour. A lui il compito di ambasciatore della sua nazione, in quest’anno che vede gli occhi del mondo puntati sulla Cina, che ospiterà le Olimpiadi. Lang Lang ama parlare della grande apertura verso la musica dei ragazzi del suo Paese, e della passione tutta cinese per il pianoforte. Più di 10 milioni lo studiano, con grande gioia dell'industria di pianoforti, e dei genitori, convinti che il pianoforte assicurerà loro un futuro migliore, e per questo fanno immensi sacrifici. Si trincera, invece, dietro lo scudo del suo status di artista quando gli chiediamo della libertà di espressione nel suo Paese: «Per quel che ne so - dice - mi pare che ve ne sia abbastanza».
Il mondo musicale occidentale punta molto sulla carica di simpatia e sulla giovinezza di Lang Lang; spera che possa far breccia presso il pubblico giovanile, ancora troppo sordo alla musica classica. Anche il cd, popolare, uscito in questi giorni fa parte di tale strategia. Sogno d’amore è il titolo - se ne ascoltano frammenti alla radio a tutte le ore - e raccoglie molti brani, per lo più brevi, tutti conosciuti e musicalmente di grande impatto emotivo. Allo stesso criterio della compilation discografica si è ispirato Lang Lang, nella scelta del programma per il concerto ceciliano: Mozart (Sonata K 333), Schumann (Fantasia op.17), Granados (Goyescas n.1), Liszt/Wagner (Preludio e morte di Isotta), Liszt (Rapsodia ungherese n.6); fra Schumann e Granados, sei pezzi tradizionali cinesi, antiche melodie popolari del suo Paese d'origine, armonizzate e trascritte per pianoforte.