Ecco l'antimafia dei fatti Dal governo il codice contro Cosa nostra

Alfano commemora Falcone: "Al
prossimo Cdm porterò il nuovo codice antimafia con tre cardini: il 41 bis per i mafiosi, la cattura dei latitanti e
l’aggressione ai patrimoni dei clan".
Maroni: "E' una riforma epocale"

Palermo - Nel giorno in cui si ricorda il vile attentato che costò la vita al giudice Giovanni Falcone e agli uomini della sua scorta, il ministro della Giustizia Angelino Alfano, parlando nell'aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo fa il punto della situazione sulla lotta dello Stato contro la mafia. E rivela che "il cerchio attorno a Matteo (il nuovo boss di cosa nostra, ricercato da anni, ndr) Messina Denaro si sta stringendo, puntare sulla sua cattura è il nuovo obiettivo". "Abbiamo fatto leggi contro la mafia che non hanno precedenti nella storia recente - ha aggiunto il Guardasigilli - e le abbiamo fatte senza che ci fosse bisogno di una strage il giorno prima. I risultati sono arrivati, soprattutto dal punto di vista della cattura dei latitanti e del sequestro di patrimoni mafiosi".

Arriva il codice antimafia "Noi non ci accontentiamo e andiamo avanti, al prossimo Consiglio dei ministri porterò il nuovo codice antimafia", ha detto Alfano arrivando all’aula bunker di Palermo. "Il codice antimafia prevede una sistematica raccolta e un rafforzamento delle norme che finora come ceneri e lapilli sono state disperse nell’ambito dell’ordinamento - ha aggiunto Alfano - e sono venute fuori negli ultimi ventanni. Noi abbiamo scelto la strada di un codice, era un risultato tanto atteso da tanto tempo che finalmente vedrà la luce. Si muove nella logica di una legislazione dura che noi abbiamo adottato fin dal primo consiglio dei ministri a Napoli nel maggio del 2008 e il governo Berlusconi ha avuto una rotta chiara con la mafia e i pilastri sono stati tre e hanno avuto tutti dei risultati: il primo è stato la cattura dei latitanti, la loro reclusione al 41 bis e l’altra grande scelta è stata l’aggressione ai patrimoni dei mafiosi".

I beni sequestrati alla criminalità Il ministro Alfano ha concluso il suo intervento ricordando l'ammontare complessivo dei beni sequestrati alla criminalità organizzata: "Oggi da Palermo, la città di Falcone e di Pio La Torre è bello dire che la consistenza totale dei patrimoni liquidi e immobili sequestrati alla criminalità organizzata ormai si aggira intorno ai 20 miliardi di euro". 

Maroni: una riforma epocale "Il codice antimafia che verrà portato al prossimo Consiglio dei ministri »è una riforma epocale che si aspettava da tanti anni", ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, arrivando all’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo. "È uno strumento molto importante nelle mani soprattutto dei magistrati per rendere più efficace il contrasto alla mafia -ha aggiunto Maroni- abbiamo lavorato molto e abbiamo predisposto, con il ministro Alfano il testo unico delle leggi antimafia che porteremo al prossimo Consiglio dei ministri alla fine della settimana".