Ecco come l'azienda innova le relazioni industriali

Un osservatorio sulle strategie, uno sul settore di riferimento e livelli di confronto internazionali. Sono i nuovi strumenti di partecipazione che consentono ai sindacati, se non di entrare nella «stanza dei bottoni», almeno di essere direttamente coinvolti nelle scelte future di Finmeccanica. Questi gli obiettivi del «Protocollo per la competitività e per un nuovo modello di relazioni industriali» che Fim, Fiom e Uilm hanno firmato con i vertici del gruppo.
L'Osservatorio sulle strategie Finmeccanica, composto dal vertice aziendale e da tre rappresentanti delegati da Fiom, Fim e Uilm, si riunisce due volte l'anno per fornire informazioni in ordine alle prospettive e alle scelte strategiche e sull'andamento economico, sulla competitività e sui trend occupazionali, sulle alleanze e sui progetti di investimento. È stato inoltre istituito un Osservatorio nazionale di settore, composto dai vertici di Finmeccanica, delle singole società controllate e dai rappresentanti sindacali, che si riunisce in momenti di verifica per analizzare le ricadute delle scelte sugli assetti produttivi e occupazionali.
Il Protocollo stabilisce anche livelli di confronto internazionale: Finmeccanica (che su circa 64mila dipendenti ne conta oltre 22mila all'estero) promuove sessioni di approfondimento, insieme ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali, su temi transnazionali come l'organizzazione del lavoro e le innovazioni tecnologiche.
Il Protocollo, presentato il 16 aprile scorso dai sindacati, dall'amministratore delegato di Finmeccanica, Alessandro Pansa, e dal direttore risorse umane del gruppo, Roberto Maglione, guarda al sistema partecipativo tedesco, pur nella distinzione dei ruoli, come ha sottolineato lo stesso Pansa: «Negli ultimi anni abbiamo capito che il modello anglosassone, che faceva solo gli interessi degli azionisti e dei mercati finanziari, non basta più, c'è bisogno di un sistema che tuteli anche l'attività produttiva. È fondamentale trovare un equilibrio, bisogna continuare a fare gli interessi degli azionisti, ma anche trovare un'adeguata struttura per il modello produttivo che permetta di raggiungere i risultati sperati».
Un nuovo sistema di relazioni industriali, quindi, attraverso cui sperimentare forme avanzate di coinvolgimento dei dipendenti dell'impresa attraverso le loro rappresentanze sindacali.