Ecco l'erede di Napoleone:fa il manager a Wall Street

Christophe Napoleon, per i nostalgici Napoleone VII, vive a New York e lavora alla Morgan Stanley. Ma non si è dimenticato dei suoi avi e "si sente francese"

Non poteva che essere così, in fondo. La notizia fa sorridere, per la sua curiosità, ma è tutta vera. Napoleone avrebbe un discendente, un discendente che non abita in Francia, come ci si potrebbe aspettare, ma che invece risiede in una lussuosa villa sul fiume Hudson, a New York e lavora a Wall Street, tempio della finanza statunitense.

Christophe Napoleon, che qualche nostalgico si ostina a chiamare Napoleone VII, è consigliere alla Banca Morgan Stanley. Un diploma alla International Business School di Parigi, il principe è consapevole del peso dei suoi trascorsi. "Porto un nome importante, impossibile non fare riferimenti alla mia famiglia", dice lui, in un'intervista a Point de vue. "Ma ho la fortuna di avere una personalità forte e nulla mi scalfisce".

"I Bonaparte sono sempre stati uomini moderni", dice Christophe, che ha idee molto chiare sul passato della sua famiglia. Si sente vicino al nonno, del quale ha "ammirato il coraggio durante la II Guerra Mondiale e la Resistenza" e a Napoleone III, "per quella sua volontà nell'inseguire un destino su un cammino impervio". Grazie a lui, dice Christophe, "la Francia è entrata nel capitalismo senza negare al contempo sostegno ai sindacati".

E se il giovane Napoleon ha le idee molto chiare sull'importanza della sua famiglia, altrettanto nitida è la visione del suo futuro. "Pretendente? Non mi riconosco in questo ruolo". Anche se non è venuto meno in lui l'amore per il suo Paese, la Francia, per il quale sente "di avere un impegno profondo. Per ciò che mi riguarda mi sento europeo, ma anche molto francese", nonostante stia a New York da parecchio tempo e descriva la Grande Mela come "una città magica, ricca di carisma".

Il giovane Napoleone si rammarica solo di una cosa, del fatto "che nei programmi scolastici la storia della Francia sia stata in parte tagliata, soprattutto quei capitoli legati ad alcuni miei antenati che la Francia l’hanno fortemente voluta e realizzata come i re capetingi, Enrico IV, Luigi XIV, Napoleone I e Napoleone III, Luigi Filippo d’Orleans".