Ecco la leva per moltiplicare il valore economico del Paese

Ci sono 450mila realtà, 6 milioni di volontari e circa 2 milioni di occupati. Quali soluzioni assicurative

Ennio Montagnani

Il piano d'impresa di Cattolica Assicurazioni ha concentrato un rilevante investimento pluriennale nel Terzo settore, la principale realtà produttiva italiana nell'assistenza sociale, nelle attività culturali, sportive e di intrattenimento. L'attuale rivoluzione del volontariato (e non solo) ridefinisce numeri e identità del fenomeno, ampliando in maniera considerevole i dati diffusi dall'ultimo censimento Istat del 2011. Parliamo oggi di un settore che conta oltre 450mila realtà, di forma e dimensioni diverse, sostenuto da oltre 6 milioni di volontari e che occupa circa 2 milioni di persone, generando un valore economico superiore ai 70 miliardi, ben oltre il 5% del prodotto interno lordo.

Con il Comitato scientifico dedicato al Terzo settore, in questo senso, Cattolica Assicurazioni mira a perfezionare la conoscenza di un panorama in continua definizione e, conseguentemente, a migliorare le prestazioni assicurative per quello che, negli ultimi 20 anni, è diventato un asset fondamentale per il Paese.

In attesa dei decreti che definiranno normative e regolamentazioni della Riforma del Terzo settore, la compagnia analizza i modelli organizzativi dei vari soggetti del volontariato per cogliere prima di altro le esigenze delle famiglie che partecipano allo sviluppo di una realtà socio-economica più sostenibile e inclusiva. L'esperienza di Cattolica deriva dalla sua vicinanza alle organizzazioni del volontariato e ai centri di servizio per il volontariato. Oltre alle polizze retail, che in larga misura intercettano esigenze legate all'ambito del volontariato, la compagnia dispone di una soluzione assicurativa realizzata per fornire alle organizzazioni le coperture obbligatoriamente previste: Cattolica&Volontariato risponde all'obbligo, espresso nell'articolo 4 della legge n. 266 del 1991 tuttora vigente, di assicurare gli aderenti contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell'attività stessa, nonché per la responsabilità civile verso terzi. Dal prodotto di riferimento Cattolica&Volontariato derivano, poi, soluzioni più specifiche e profilate su realtà che necessitano di esigenze particolari, com'è avvenuto per Anffas, Avo, Anteas, Fidae, Felceaf e altre realtà leader del Terzo settore. «A essere centrale oggi, specialmente alla luce della Riforma sul Terzo settore, non è più la contrapposizione tra profit e non profit - afferma Carlo Peretti della Business Unit di Cattolica - ma l'effettiva ricaduta sociale dell'attività di qualsiasi associazione, sia che si occupi di assistenza ai malati sia che lavori per tutelare un bene artistico». Se le opportunità offerte dalla Riforma saranno colte, in breve il Terzo settore potrà contribuire in modo ancora più attivo allo sviluppo del Paese, anche attraverso il rimodellamento dei suoi rapporti economici; perché i meccanismi di autoregolamentazione, di solidarietà, ma anche di restituzione del merito e dell'efficienza propri del Non profit rappresentano una leva fondamentale nella produzione dei servizi, dei beni essenziali e relazionali, sia che si pensi all'invecchiamento sia che si faccia riferimento alle esigenze delle nuove generazioni. Cattolica è l'unica compagnia del panorama assicurativo italiano dotata di un'unità operativa e di un osservatorio che svolgono attività dirette a meglio operare sul territorio. Da marzo, il Comitato scientifico del Terzo settore sta concentrando la propria attenzione non solo verso gli aspetti giuridico-amministrativi, ma anche sui fenomeni della cooperazione, della migrazione e del servizio civile.