Ecco la libreria automatica La cultura si fa in spiccioli

Parigi, è notte fonda. Cammini per le vie del centro, fra insegne luminose e saracinesche abbassate. Qualche locale è ancora aperto. Ma non è quello che cerchi. Sai che non potrai dormire, questa notte, senza l’aiuto di qualche pagina magica. Ti viene in mente la tua copia dei Fiori del Male, quella che hai prestato ai tempi del liceo: il tuo compagno di banco non te l’ha mai più restituita. E ora vorresti tanto riassaporarne l’odore, le note, senti persino nostalgia della dedica a Gautier. «Mio caro maestro ed amico», dove sei? E poi mentre cammini, ecco, la vedi lì, una copia che non è esattamente come quella che avevi comprato dieci anni fa, certo, ma è proprio Baudelaire. Ti osserva al di là di un vetro.
Questa forse è una notte fortunata. Baudelaire non sta in una vetrina, di quelle illuminate sì, ma inaccessibili a quest’ora. La copia è in una macchinetta, come se fosse una Coca Cola o uno snack; la scritta, gialla e blu, è inequivocabile: si tratta proprio di un distributore di libri. Bastano due euro, e i Fiori saranno di nuovo sul tuo comodino.
Qui, nella capitale francese, se sei un patito di libri e ti coglie un’improvvisa crisi d’astinenza, la soluzione la puoi incrociare per strada, in rue Saint André des Arts, nel cuore di Saint-Germain de Prés, a due passi dal Quartiere Latino. Oppure in metropolitana, nei corridoi di cinque stazioni, da Montaparnasse all’Opéa, passando per La Bastille, La Defence e Châtelet. Devi solo cercare quella scritta gialla e blu, l’insegna di Maxi-Livres.
Ai manager della catena francese, specializzata in volumi tascabili e a basso costo, l’idea di un distributore automatico di libri era venuta già qualche anno fa: il problema era come realizzarla. «I libri andavano posizionati anche nei ripiani più alti - racconta Alexandre Falco, direttore del settore vendite e pubblicazioni di Maxi-Livres - e, quando cadevano, rischiavano di rovinarsi. Abbiamo dovuto studiare un sistema per far sì che i volumi rimanessero intatti: i nostri lettori non avrebbero accettato un prodotto di second’ordine».
Qualche anno fa, infatti, ricorda Falco, era comparso qualche libro nei distributori di cibo e bevande. Ma si trattava di un solo titolo, disperso fra bibite e cibi spazzatura, rigorosamente lasciato al piano più basso, per evitare che, nel tonfo, si sbrecciasse. Dopo poco tempo è sparito, e non se n’è più parlato. «Ma noi abbiamo continuato a pensarci - continua Falco -. Fino a che abbiamo trovato la soluzione che faceva per noi. Il nostro partner, Selecta, ci ha infatti suggerito queste macchine speciali, dotate di un braccio automatico, che funziona come un po’ come un ascensore. Una volta selezionato il libro, questo viene afferrato dal braccio e posato delicatamente sul fondo. Così la qualità è perfetta, esattamente come quando si acquista qualcosa in negozio». A un prezzo davvero stracciato, solo due euro.
I titoli nel catalogo di Maxi-Livres sono centocinquanta: dai manuali di cucina ai dizionari, dai classici come Omero e Stevenson a Oscar Wilde, fino alle guide pratiche di psicologia spiccia o su come redigere il curriculum vitae. In ciascun distributore sono esposti venticinque titoli, per ognuno dei quali sono disponibili dalle dieci alle quindici copie, a seconda del numero di pagine e del conseguente spazio occupato. Una volta alla settimana i tecnici della libreria effettuano una «rotazione» e introducono cinque nuovi volumi al posto dei precedenti. Insomma, se lunedì hai scelto Alice nel paese delle meraviglie, il martedì successivo potrai comprare anche Pinocchio, o Le avventure di Tom Sawyer.
L’unica regola è l’istinto: perché, sfilando di fretta accanto a quella macchinetta, sarà difficile resistere, ancora di più che a patatine e noccioline varie. E i numeri lo confermano: i distributori, finora, si sono rivelati un successo. «Come buon risultato, ci aspettavamo di vendere otto-dieci copie al giorno e invece ne stiamo vendendo quasi il triplo: la media è infatti di venticinque volumi al giorno per ogni macchinetta». La più remunerativa è quella del centro, posizionata proprio accanto al negozio di rue Saint André des Arts: qui si raggiungono anche le trentacinque copie al giorno; fra sabato notte e lunedì mattina si possono superare le cento. Mentre la media scende a circa diciotto per quanto riguarda le rivendite sotterranee.
I parigini amano la nuova macchinetta. La amano, dopo aver visto comparire nella loro città i distributori di fiori, la tecnologia per essere romantici in ogni occasione, per avere il mazzolino in mano anche quando hai finito tardi al lavoro e devi andare a cena fuori. E ora i libri.
Le più appassionate sono le donne, quasi i due terzi della clientela; e i giovani, attratti dalla comodità, forse anche dalla somiglianza a quelle macchinette così immediate, così normali per chi vive a scuola e viaggia in metrò. E poi i turisti, che si fanno fare le fotografie davanti alla nuova invenzione della capitale. Magari dopo essersi comprati un vocabolario francese-inglese: non a caso è uno fra i testi più venduti, per la precisione il terzo nella speciale classifica «Automatico» di Maxi-Livres. E al primo e secondo posto figurano altri due dizionari, anche se di stampo decisamente più esoterico: uno dedicato agli angeli e l’altro riservato invece alla controparte infernale, i demoni (forse anche Dan Brown ci ha messo lo zampino). Quarto in classifica l’Esopo francese, La Fontaine con le sue Favole; seguito a ruota da un manuale di cucina orientale. Perché è chiaro, quando arriva sera e non sai che cosa preparare per i tuoi amici, il distributore non ti può tradire. Ventiquattr’ore su ventiquattro, anche in pieno agosto, anche quando il ristorante da asporto è chiuso, lui è lì, pronto a dispensare consigli su carta a prezzi modici. E i manager di Maxi-Livres sono pronti a diffondere la loro idea anche in aeroporti, stazioni ferroviarie, ospedali, benzinai, campeggi, scuole, alberghi; e anche fermate della metropolitana in altre città della Francia. Non solo. Il progetto è di riuscire, fra un anno, ad estendere il formato anche ai volumi d’arte: un libro dedicato a ciascun artista, Leonardo, Botticelli, Renoir, per una cifra di tre euro. E anche ai testi in lingua straniera, italiano compreso, rispettando però la soglia dei due euro canonici. «Di tutti questi progetti stiamo discutendo. La prima verifica sarà a fine anno, poi decideremo come muoverci». Anche se l’intenzione è di conquistare del tutto i francesi, trasformando in bibliofili anche coloro che non avevano mai sfogliato neppure una pagina in vita loro. Secondo Falco, il principio è identico al successo, in Italia, dei volumi venduti in edicola coi quotidiani: puoi comprare in fretta, senza fare la coda, senza dover entrare nel negozio. «Molte persone hanno paura ad entrare in libreria ma questo è un primo passo, un primo approccio...». La macchinetta come fonte del contagio, quindi. Due euro, il libro che cade fra le tue mani: e presto non potrai più farne a meno.