Ecco «Lost», il telefilm che elettrizza l’America

Parte stasera su Raidue la storia di un gruppo di naufraghi sperduti su un’isola deserta

Carlo Faricciotti

da Milano

Travolto dal destino nell’azzurro mare del Sud Pacifico, un gruppo di personaggi assortiti si ritrova a fare i conti con la dura realtà: l’aereo su cui viaggiavano è precipitato, i collegamenti con il resto del mondo interrotti. In una parola sono persi, Lost. Detto così, sembra una trama a metà tra Castaway con Tom Hanks e Selvaggi dei Vanzina, ma in realtà si tratta di uno dei telefilm meglio confezionati degli ultimi anni, Lost appunto, la cui prima serie parte stasera alle 21 su Raidue - venti puntate già trasmesse dal canale di Sky Fox, che si prepara a diramare la seconda serie, sulla falsariga di quanto accade con Desperate Housewives. Trasmesso per la prima volta negli Usa nel settembre 2004, prodotto dalla Abc (canale di proprietà Disney) e supervisionato da J.J. Abrams (regista di Mission: Impossible 3, in sala dal 5 maggio prossimo), Lost negli States è ormai un fenomeno di culto, con ascolti medi di venti milioni di spettatori a puntata e ricca messe di premi agli Emmy Awards, gli Oscar della tv.
L'episodio che vedremo stasera si apre con uno dei personaggi chiave, Jack, che si risveglia bruscamente in uno strano ambiente: vegetazione tropicale, rumori di sottofondo, voci. Poco alla volta Jack realizza il quadro della situazione: l’aereo 815 per Los Angeles su cui viaggiava è precipitato su un'isola tropicale, frantumandosi in più tronconi. Jack, medico, si prodiga per i soccorsi ai sopravvissuti: Claire, incinta, Kate, Charlie, Locke e altre 43 persone - anche se il nucleo forte della saga sono i citati più Sayid, Sawyer e Hurley e un pugno di altri. A complicare il tutto, due scoperte: ogni tentativo di contatto radio con l’esterno è vano e il pilota, sopravvissuto al disastro, sporgendosi dalla carlinga attratto da uno strano rumore è risucchiato e ucciso da qualcosa. Un qualcosa che vive nel fitto della foresta, in apparenza invisibile: solo Locke, a un certo punto della serie, lo vedrà faccia a faccia, ma non rivelerà mai agli altri cosa ha visto. Segretezza e oscuro passato caratterizzano peraltro tutti i protagonisti: Jack nasconde un conflitto con un padre chirurgo alcolizzato; Kate è un'ex rapinatrice; Sayid era un torturatore al servizio di Saddam Hussein; Sawyer da bambino ha visto il padre uccidere la madre; Hurley, in apparenza il solito simpatico ciccione, prima di imbarcarsi aveva vinto alla lotteria con una serie di numeri suggeritagli da un datore di lavoro pazzo che lo aveva avvertito: «Se userai quei numeri aprirai la scala...». Anche Claire aveva ricevuto un avvertimento, da un medium: crescere di persona il nascituro per evitargli gravi pericoli futuri...
Un microcosmo sociale in cui non mancano le tensioni, razziali ma anche strategiche: restare sulla spiaggia o accamparsi in una grotta scoperta all’interno dell’isola? Grotta che custodisce anche una botola fantascientifica... Costruito per accumulo di colpi di scena e ritrovamenti (tra gli altri, valigette, statuine sacre piene di droga) Lost, come ogni buona serie fantastica, semina dubbi e interrogativi a ogni puntata, in un gioco a incastri condotto con sapienza. E la verità, incerta e nebulosa come la scritta Lost sui titoli di testa, sfugge sempre a protagonisti e spettatori, condannati a costruire ipotesi su ipotesi.