Ecco la mappa del degrado nei quartieri

È la mappa del degrado, quello della periferia dimenticata. Lì dove i residenti sono spesso costretti a convivere con spaccio, furti e violenza. Zone «calde» di Milano che cadono a pezzi. Questa la fotografia del Sunia, quartiere per quartiere.
GRATOSOGLIO. Case prefabbricate che ospitano 8.500 persone. Balconi sventrati, infiltrazioni d’acqua, impianti elettrici fuori legge e la stabilità degli edifici messa a rischio dai giunti dei tetti da rifare.
BARONA-MONCUCCO. Ottocento abitanti per 224 alloggi. Manutenzione stabili: zero. L’illuminazione inadeguata produce luoghi scuri e favorisce la microcriminalità. Solo fiore all’occhiello: un progetto pro-disabili.
SAN SIRO. Il coprifuoco inizia alle 20: deserto notturno, microcriminalità e spaccio di droga. Seimila abitanti, 25 etnie e diciotto per cento di morosità: note del quartiere dove c’è, dati Aler, la più alta concentrazione di anziani ma anche il peggior stato di manutenzione degli stabili.
GIAMBELLINO-SOLARI-LORENTEGGIO. Gli ultra65enni sono 2.697 ma non hanno neppure un centro dove trovarsi. Così il 40 per cento degli affittuari è tenuto in ostaggio dai bulli di quartiere. Nemmeno uno spazio per i bambini, mancano poi servizi socio-sanitari.
VERCELLESE. La manutenzione degli stabili di proprietà del Comune non funziona. È lo spreco delle risorse pubbliche: gli interventi non sono mai risolutivi e, soprattutto, male eseguiti da piccole imprese che non trovano remunerativi i lavori affidati. Un esempio? Sono state sbagliate le misure della tromba dell’ascensore e quindi l’impresa ha dovuto bucare il tetto nuovo per installare la cabina. E, ancora, le nove casette ecologiche per la spazzatura (costo 90mila euro) sono troppo piccole: risultato l’immondizia strabocca.
STADERA. Ristrutturazione al via ma centocinquanta famiglie non sanno dove andare a dormire. E non hanno la certezza di chi sosterrà i costi di trasloco. La situazione di degrado favorisce più l’abusivismo: oggi ci sono 300 alloggi illegalmente occupati nonostante tredici telecamere installate dal Comune.
TERAMO-BARONA. Sono 686 gli inquilini che vivono nell’abbandono e nel disinteresse di Palazzo Marino. L’impianto antincendio non è più controllato da venti anni e, quindi, non si sa se funziona. Mancano i convogliatori per la spazzatura e ci sono le esalazioni di gas dagli scaldabagni dovute a un vizio di costruzione.