Ecco il mediatore che risolve le controversie

Il decreto legislativo n. 28 del 4/3/2010 ha introdotto nell’ordinamento giuridico italiano il nuovo istituto della mediazione civile e commerciale come metodo di risoluzione delle controversie alternativo al tribunale. Per alcune materie il tentativo di mediazione sarà «condizione di procedibilità»: non si potrà agire in giudizio nelle sedi ordinarie se non dopo aver esperito il tentativo di mediazione. L’obiettivo è snellire la burocrazia, risparmiare tempo e denaro, a vantaggio dei cittadini e dello Stato. Nell’ambito della mediazione un ruolo fondamentale è riservato ai commercialisti ai quali le imprese e i privati possono rivolgersi per risolvere le problematiche di natura economica in virtù delle competenze gestionali, dell’approfondita conoscenza delle norme e delle dinamiche aziendali. «La crisi erode fette di mercato, comprime i fatturati, scoraggia i giovani laureati a intraprendere la professione - dice Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili - ma la revisione legale e la mediazione civile aprono nuove possibilità molto vicine alle nostre capacità e funzioni. Nella mediazione civile siamo una categoria competente e dinamica, perché quindi non sperimentarci anche nel ruolo di conciliatore professionista nelle controversie in materia di economia, finanza, fisco e contabilità? In questi ambiti, che ci competono per elezione, possiamo dare una risposta concreta perché la capacità di conciliare è nel Dna della nostra professione. La mediazione apre spazi nuovi, soprattutto per i giovani, perciò è indispensabile una formazione continua e non formale che dia loro competenze e conoscenze tecniche per renderli capaci di vincere la concorrenza e di contribuire allo sviluppo del Paese».
Ecco quali sono le materie per le quali, dal 20 marzo, è scattata l’obbligatorietà del ricorso alla mediazione: Diritti Reali, Divisione, Successioni ereditarie, Patti di famiglia, Locazione, Comodato, Affitto di aziende, Contratti assicurativi bancari e finanziari. Per questioni di condominio e di risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo, l’obbligatorietà è rinviata a marzo 2012.
«La mediazione è uno strumento in grado di ridurre di molto le liti gestite dalla giustizia ordinaria, obiettivo condiviso dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili - spiega Felice Ruscetta, presidente della Fondazione ADR dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili -; in particolare la volontà di ottenere una drastica riduzione del carico giudiziario emerge dall'elenco di materie indicate, tutte caratterizzate da un elevato tasso di litigiosità». I professionisti (commercialisti, avvocati, consulenti del lavoro, architetti, ingegneri, ecc) sono parte in causa perché possono assumere il ruolo di mediatori professionisti o di consulenti delle due parti. Nel primo caso devono conseguire un’abilitazione e, quindi, partecipare a corsi di formazione riconosciuti per potersi iscrivere a un organismo di mediazione (le camere di mediazione) ed esercitare il ruolo di mediatore»). «L’Istituto Lodo Arbitrale (ILA) è tra i principali nella formazione in materia di conciliazione e mediazione - afferma Pietro Chiofalo, fondatore e titolare -: dispone di 109 sedi in Italia, tutte comunicate al ministero della Giustizia. I corsi sono stati frequentati da migliaia di avvocati e commercialisti. Dal 2000 siamo attivi nella giustizia civile alternativa e ora, con la legge sulla mediazione civile, abbiamo l’occasione di spostare il baricentro della giustizia. Ci viene offerta una nuova professione, che creerà nuove opportunità di lavoro. Si avvia una “rivoluzione” nella giustizia civile che muterà la mentalità degli italiani, spostandoli dal conflitto alla conciliazione degli interessi. È un grande cambiamento e i buoni risultati non tarderanno ad arrivare». Si stima che l’istituto della mediazione riguarderà circa 400mila liti l’anno e che, sulla base della richiesta e dell’attività formativa, per fine 2011 possano essere circa 30mila i mediatori accreditati. Sono 178 le Camere di mediazione attive e si prevede che, a regime, possano essere oltre 500 con varie sedi distribuite sul territorio. Elenco su: http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_10_3.wp?previsiousPage=mg_2_7_5_2.