Ecco la mia idea per salvare piazza Mercanti

La via dei Mercanti, la Loggia e la piazza omonima, una trilogia preziosa, con l'arte che si mescola ai commerci nel ricordo di come era e di come è ancora oggi, ogni volta che gli artigiani si riappropriano dei loro spazi. E' vero, come ha denunciato Il Giornale con i begli articoli di Rita Balestriero, che questo importante e prestigioso angolo di Milano vive però anche una situazione di pericoloso degrado. Non solo, o non tanto perché la notte qualche clochard si accoccola nel silenzio con il suo cartone, quanto perché è facile per chi non ha il rispetto per il bello e per il bene pubblico andare a riempire con gesti incivili laddove c'è il vuoto.
La mia idea è quella di rompere il buio e di colmare il vuoto. La città vive quando è illuminata, quando ci sono i negozi aperti. Quando diventa «città-mercato». Il successo dei mercatini che artigiani e piccoli antiquari ci hanno aiutato ad allestire a Brera è lì a dimostrarlo. Sono stati allontanati i venditori abusivi di merci contraffatte, la sera si è illuminata, abitanti e commercianti ci hanno ringraziato.
Nella zona Mercanti (via, piazza e loggia) in primavera abbiamo rilanciato lo storico mercato dei fiori. Abbiamo poi pensato di estenderlo ai «sapori» e di allargare gli spazi fino a piazza Duomo, memori dell'entusiasmo con cui anche a Natale erano state accolte le bancarelle persino nel santuario di corso Vittorio Emanuele. Mi sembra bella l'idea di Paolo Stefanato di riempire la Loggia di vecchi libri e stampe. Si potrebbe così allargare lo spazio culturale che una volta al mese occupa tutti i porticati di piazza Diaz, dove dovrà tornare presto anche il mercatino di brocantage. Un ultimo pensiero infine a piazza Affari, un vero cadavere nel fine settimana di vuoto-Borsa. Antiquariato e musica, si è pensato con il sindaco Moratti. Credo che lo realizzeremo.
*Assessore alle Attività produttive