Ecco le migliori armi segrete degli 007

L'ombrello avvelenato, la valigetta esplosiva, il microfono oliva: il "Times" stila la classifica delle invenzioni più ingegnose usate dalla spie di tutto il mondo

Altro che fantasie. Quelle del signor Q, il creatore dei marchingegni da spia di James Bond, sono invenzioni perfino superate dalla realtà. In tanti anni di spionaggio e controspionaggio gli 007 russi, inglesi e americani hanno sfoderato armi altrettanto incredibili, o perfino di più. Quasi fantascientifiche per precisione e creatività. Oltre alla pericolosità, uno scopo da non trascurare, visto il mestiere. Il Times di Londra ha azzardato una classifica delle armi segrete migliori, quelle da premiare per curiosità e ingegnosità. Primo, il leggendario ombrello con la punta avvelenata: dotato di un meccanismo interno spara-veleno, fu utilizzato per uccidere il dissidente russo Georgi Markov a Londra. Lui sentì solo una punturina, ma morì quattro giorni dopo in ospedale. Un congegno letale e difficilmente contrastabile. Dai cervelli del Kgb sono usciti anche il portafoglio che nasconde una macchina fotografica e l'accendino porta segreti. Nel 1954 i sovietici idearono anche un portasigarette pistola: così Nikolai Khokhlov avrebbe dovuto uccidere un leader anti comunista a Francoforte. Ma la spia del Kgb ci ripensò e si consegnò agli americani.
Gli inglesi del Soe, lo Special Operations Executive, non sono rimasti a guardare i colleghi russi. Sono loro gli inventori della valigetta esplosiva, una delle alleate più fidate di James Bond: ideata durante la seconda guerra mondiale per trasportare documenti segretissimi, si autodistruggeva se veniva aperta in modo sbagliato. I britannici pensarono anche a dei topi esplosivi, per far scoppiare le caldaie dei tedeschi, ma la trovata non ebbe successo perché fu scoperta dagli agenti di Hitler. In caso di cattura o di perdita dell'orientamento, poi, agli agenti di Sua Maestà bastava sovrapporre i bottoni dei pantaloni: grazie a un magnete si trasformavano in una bussola.
Ma il merito di una delle invenzioni più curiose spetta agli americani. Negli anni Sessanta un investigatore mostrò in Senato uno dei suoi trucchi più straordinari: il microfono-oliva. Appoggiato in un vodka martini, il picciolo nascondeva un'antenna, l'oliva un microfono in grado di registrare conversazioni nel raggio di dieci metri. Negli anni Settanta ai senatori toccò invece scoprire un'altra arma micidiale: una pistola piccolissima con mirino telescopico, in grado di sparare freccette avvelenate fino a 80 metri di distanza.