Ecco un miracolo di San Gennaro: Napoli resuscita anche il Liverpool

Pari con gli inglesi ultimi nella Premier e con tante riserve Gli uomini di Mazzarri sprecano, meritati fischi del San Paolo. Brutta partita per molti, a cominciare da Hamsik e Cannavaro. Gesto plateale di Gargano che contesta la sostituzione e getta via la maglia<br />

NapoliDelusione per gli oltre sessantamila del San Paolo, il Napoli, non solo non ha battuto il Liverpool al terzo turno di Europa League, ma ha anche deluso sul piano del gioco e dell'agonismo. È finita 0 a 0 tra i fischi dei tifosi, che speravano in una vittoria. Esce invece sconfitta la città, per i gravissimi episodi di violenza provocati dagli ultras del Napoli, che hanno teso agguati fin dalla notte precedente al match e poco prima che iniziasse la partita, ai civilissimi tifosi dei Reds.
Il team azzurro aveva tirato un sospiro di sollievo alla notizia che i fortissimi Gerrard e Torres non sarebbero stati della partita ma anche rincuorato dal pessimo momento che il Liverpool sta vivendo in campionato. Insomma, la vittoria sembrava a portata di mano, contro una squadra in crisi. L'occasione sembrava giusta per far sognare i tifosi a caccia di un trofeo europeo da venti anni, dai tempi di Maradona per intenderci. Invece, i Reds, messi in campo dall'ex allenatore dell'Inter, Roy Hodgson, sono apparsi bene organizzati, soprattutto a centrocampo e in difesa. Certo, niente a che vedere con i Reds, che fino a qualche anno fa, nell'Europa che conta erano la squadra da battere. La prestazione degli inglesi è stata comunque dignitosa e sicuramente incoraggiante per il futuro. Gli azzurri, invece, sono apparsi tesi, probabilmente emozionati per l'importanza della partita e il blasone dell'avversario.
Deludente, ed è dire poco, il primo tempo. L'unica emozione dei primi quarantacinque minuti è arrivata proprio all'ultimo secondo di gioco. Un pallone calciato da Marekiaro Hamsik, su assist di Cavani, non ha varcato completamente la linea di porta. Cinque centimetri e sarebbe entrato, invece, il pallone è stato allontanato definitivamente da Reina. Hanno protestato gli azzurri in campo ma senza neanche troppa convinzione. Proteste anche dei tifosi, invece, convinti che il pallone avesse oltrepassato completamente la linea di porta.
Più vivace il secondo tempo ma ugualmente avaro di occasioni da gol. Dopo 23 minuti di gioco è il Liverpool che rischia di fare gol. Contropiede fulminante dei Reds che già da qualche minuto ci stavano provando con le ripartenze veloci. Grande De Sanctis a parare il tiro di Ryan Babel, che aveva provato a fare gol dal centro dell'area su assist di Jovanovic.
Negativa la partita di Cannavaro, e non è una novità, ma soprattutto di Hamsik, Gargano, Maggio (poi sostituito) e Pazienza, rimasti impigliati nella rete del centrocampo del Liverpool. Addirittura sono apparsi stanchi già alla metà del secondo tempo. Gargano, quando a fine partita è stato chiamato in panchina per essere sostituito da Hassan Yebda, ha espresso tutto il suo malumore. Ha mandato a quel paese il medico e poi si è tolto la maglia e con rabbia l'ha lanciata sul prato del San Paolo. Un caso che farà discutere nei prossimi giorni e sicuramente provocherà il risentimento dei tifosi. Non all'altezza della situazione il nuovo idolo dei supporter azzurri Cavani mai apparso in grado di decidere la partita.
Incerto il cammino del Napoli in Europa. Se vuole andare avanti, la squadra di De Laurentis deve cominciare a vincere. La partita degli azzurri finisce tra i fischi degli oltre sessantamila. Applausi dei mille tifosi inglesi alla squadra. Chiusi nel loro settore hanno incitato i loro giocatori ignorando le continue provocazioni degli ultras azzurri.
carminespadafora@libero.it