«Ecco la missione degli azzurri: farsi sentire in tutte le città»

Il Cavaliere fa bene
Non sono d’accordo sugli incitamenti a Berlusconi a essere più aggressivo. Il centrosinistra si è coagulato alle elezioni per la sua avversione al Cavaliere, ma ora si sta sgretolando per l’incapacità di governare. Prodi sembra un supplente timoroso in una classe turbolenta e questo appare ora ai suoi elettori più importante della avversione a Berlusconi. E fa bene Berlusconi a tenersi defilato per non ricompattare il centrosinistra. Mao diceva che ci sono momenti nei quali occorre sedersi in riva al fiume e guardare passare i corpi dei nemici. Al momento giusto si daranno fiato alle trombe.
Presa d’atto
Pienamente d’accordo con Paolo Guzzanti, confido nella presa d’atto di Silvio Berlusconi circa la necessità di una decisa sterzata nell’azione di opposizione a questa sciagura di Governo.
Franco Stella
I viaggi di Berlusconi
Ho 77 anni e sono iscritto a Forza Italia sin dall’inizio, collaboro in una sede provinciale del movimento da tempo commissariata e sono veramente amareggiato e sfiduciato di come è organizzato e gestito il partito in sede locale: un vero disastro. È mai possibile che Berlusconi che lo ha inventato, fondato e diretto molto bene nei primi anni lo abbia lasciato completamente allo sbaraglio? Gli articoli su come riformare Forza Italia pubblicati sul Giornale da Guzzanti, Baget Bozzo e Del Debbio mi trovano pienamente d’accordo e mi hanno ridato un filo di speranza che quanto affermano possa concretizzarsi al più presto. Siamo un disastro come comunicazione di massa e, quanto a organizzazione, struttura e gestione del partito a livello locale, il disastro è ancora maggiore e, come dice Del Debbio, occorrono riunioni, convegni, comizi, incontri perché chi ci ha votato non vuole sentirsi abbandonato, vuole argomenti che diano forza alle sue ragioni. Ho letto che d’ora innanzi Berlusconi avrebbe intenzione di visitare ogni settimana due province: mi auguro che metta davvero in pratica questo proposito così può rendersi conto di come vanno le cose.
Marcello Melani
È ora di agire
Ho letto numerosi commenti sul sito internet e sui vari blog del centrodestra. Sono stimolanti, ma dopo? Anch’io da anni sostengo che il Polo è troppo distante dalla realtà, che la sinistra è talmente radicata sul territorio che è normale la sua presa sulla gente. In concreto tutti coloro che vorrebbero dedicare il loro tempo a trasformare o meglio ribaltare questa situazione cosa devono fare. È ora di agire, basta con la critica sterile, che non alimenta altro che la tensione. In molti aspettiamo solo di essere svegliati e coinvolti.
Cristina Bonera
Opposizione strenua
Paolo Guzzanti ha ragione. Al diavolo la collaborazione col nemico. Opposizione strenua contro questo governo postcomunista, filoterrorista anticlericale, antisemita. E una pedata ai comitati d’affari in sede locale nelle province: troppi commercialisti, troppi notabili, pochi uomini che mastichino di politica. Casini forse sogna qualche ministero: il suo concittadino Prodi lo accoglierebbe con fanfara, banda e festa grande, Fini è congelato in manovre incomprensibili, De Michelis e gli altri sembrano ombre.
Alfonso D’Auria
Prodi a casa!
Mi unisco al coro di lettori ed elettori che si lamentano dell’opposizione morbida praticata da Forza Italia nei confronti del centrosinistra, un raggruppamento certamente illiberale. Se a ciò si aggiunge l’assenza di iniziative per mobilitare l’elettorato, il quadro di riferimento politico risulta veramente sconfortante. Temo che se Forza Italia non condurrà una opposizione dura gli elettori ne trarranno le conseguenze negative. Nell’interesse del Paese bisogna mandare a casa Prodi ed il suo governo.
Cesare Molinari
Il rumore del silenzio
Scrivo per esprimere la mia più totale concordanza con il fondo di Paolo Guzzanti. Ma dove è finita la Cdl? Per cinque anni il centrosinistra non ha dato requie, massacrando il centrodestra ogni momento. Ed ora, al di fuori di qualche flebile belato di qualche notabile, di fronte alla sovietizzazione del Paese e all’occupazione di tutto l’occupabile c’è solo il rumore di un fragoroso silenzio. Mi sento ogni giorno più lontano da quella formazione politica cui nel 1994 diedi la mia fiducia mantenendola a tutt’oggi ma con sempre minore convinzione. Meglio stare tutta la vita all’opposizione facendo l’opposizione che sperare di tornare al governo fidando in traditori che per la loro natura non conoscono la gratitudine ma solo i loro interessi di bottega. Se Berlusconi spera di tornare al governo con l’aiuto dei vari Follini, Tabacci e Casini se lo scordi. E allora meglio stare con la schiena diritta e rappresentare degnamente quegli italiani che a Berlusconi hanno affidato il loro futuro e che, come me, preferiscono stare all’opposizione da leoni irresponsabili.
Antonio Di Prima
Strapotere rosso
Mi unisco al coro unanime di ribellione dei lettori, all’inettitudine di Forza Italia a far fronte a questo strapotere dilagante della sinistra che, approfittando della assoluta mancanza del centrodestra, si muove con assoluta spudoratezza su ogni settore della vita italiana. È disgustoso assistere a questa dilagante corsa, senza alcuna critica. È frustrante assistere giornalmente alla supina sudditanza del centrodestra a tutto ciò che questa maggioranza propone; non una reazione, non una presa di posizione, una critica. Spero che dagli appelli del «Domenicale» e di Guzzanti, possa nascere un movimento di opinione.
Enzo Moccia
Aspettative fallite
Sono delusa dal comportamento della Cdl. Ho sempre avuto fiducia in Berlusconi, ma ora sta abbandonando le aspettative che metà elettori italiani avevano riposto in lui. Dove è finita l’opposizione forte? Questo governo ci sta massacrando, l’Italia ormai è in mano ad un’accozzaglia di arrivisti senza scrupoli che violano ogni privacy dei cittadini. Perché non scendiamo in piazza per far valere i nostri diritti?
Maria Teresa Guarini
Il telegramma
Ad Arcore a Berlusconi ho inviato questo telegramma: «Mi consenta, ha letto l’editoriale di Guzzanti? Siamo una “forza rivoluzionaria democratica” e aspettiamo lei. Anch’io nonna ottantaquattrenne.
Camilla Monari Marzani
Serramazzoni (Mo)
L’elettore azzurro
Caro Guzzanti, è vero che l’elettorato di Forza Italia preesiste alla medesima ed anzi è ancora più numeroso di quello che appare; è vero che questo elettorato è rivoluzionario e quindi rifiuta qualunque intruppamento nelle categorie del «centro» e men che meno dei «moderati»; è vero che l’azione del governo di Berlusconi è stata messa in sordina per compiacere o non dispiacere i cosiddetti centristi ed ammortizzare le cosiddette «verifiche»; è falso che l’elettorato, che ha avuto il sussulto di rivotare Forza Italia, lo possa rifare in eterno. Dunque, primo: il programma forse già c’è e prefigura una rivoluzione liberale, secondo: occorre riformalizzare questo programma e spiegarlo mostrando la disponibilità di allearsi solo con le forze che sono disposte a sottoscrivere il programma integralmente, terzo: facciamoci così la campagna elettorale e se perdiamo vuol dire che vinceremo la volta successiva, perché con Casini e Fini si perde lo stesso!
Claudio Braccesi
Perugia
Delusione totale
Ho letto con interesse l’articolo di Paolo Del Debbio sulla necessità di un pool di idee e progetti in Fi. Ho fatto parte sin dalla sua costituzione del movimento politico azzurro uscendone tre anni fa per delusione e per non condividerne più totalmente l’operato e lo spirito iniziale innovatore e democratico, la sua struttura troppo verticistica, che mi ha fatto spostare su un piccolo partito liberale «Liberali per l’Italia-Destra Liberale» a Milano, un piccolo gruppo dove però si può dibattere sulle idee e creare progetti.
Cinzia Viola
Milano
Sfilare? Un errore
Desidero confessare che, in seguito all’intervento di Bonaiuti, ho cambiato idea circa l’opportunità di una manifestazione di piazza dei sostenitori del centrodestra. Non penso, come lui, che questa rischierebbe di essere vista come il grande girotondo della Casa delle Libertà, ma condivido in pieno la sua idea del rischio reale che tale manifestazione, messa da parte l’opportunità che rappresenterebbe per molti di dimostrare pubblicamente la loro contrarietà a questo governo e a questa maggioranza (si fa per dire) e sfogare il loro comprensibile risentimento e amarezza per l’ingiusta sconfitta subita, non ottenga altro risultato che far passare i sostenitori del centrodestra per una massa di intolleranti in cerca di una impossibile rivincita immediata. La voglia di rivincita è giusta e comprensibile ma la fretta, è cattiva consigliera. C’è da valutare il rischio che una manifestazione faccia apparire comunisti, post-comunisti e loro simpatizzanti - questa inetta armata Brancaleone - come i veri moderati. Sarebbe un errore sottovalutare la loro insuperabile e consolidata abilità, quando si tratta di far prova di furbizia e demagogia.
Carlo Signore
Cosa aspettiamo?
Sono un giovane iscritto di Forza Italia e mi chiedo cosa stiamo aspettando a fare una vera opposizione. Hanno occupato tutto, nella politica, nel calcio, nella Rai, vogliono fare a pezzi le nostre (ottime) riforme, vogliono toglierci la libertà, vogliono imbavagliarci e noi nel frattempo facciamo i responsabili. Non capisco proprio cosa aspettiamo a scendere in piazza. Se non intendiamo bloccarli subito, pagheremo pesanti conseguenze!
Alessandro Ballerini
Prato
Non si discute
Caro Del Debbio, hai proprio ragione: in Forza Italia si parla senza «sapere», cioè senza conoscere, approfondire, discutere, condividere.
Saverio Candito
Segrate
Resto inascoltata
Sono la responsabile del Club di Fi di Campiglia Marittima (Livorno), attivo dal 1994. Ho cercato di parlare col coordinatore regionale toscano da un anno, per pianificare con lui un progetto Comune-Provincia-Regione per lavorare bene. Non sono stata ricevuta e mi ha chiuso la porta in faccia: il signor «feudatario» non vuole ascoltare i «valvassini» che, lavorando con i cittadini e avendo esperienza pratica e concreta, sono a conoscenza dei problemi e sanno che cosa vogliono gli elettori. Spero di essere contattata e ascoltata. Voglio essere fiduciosa.
Vincenzina Giusti
Campiglia Marittima (Li)
Suona l’adunata
Bravo senatore Guzzanti! Era ora che qualcuno che conta «suonasse la tromba!». A noi non interessa se Berlusconi canta con Apicella e offre la sedia a Krizia (che non è certo di Fi). Dov’è finita «l’opposizione dura»?
Luigi Gialdi
Spino d’Adda (Mi)
Il sogno azzurro
Ho sempre votato Forza Italia, adesso vedo rassegnazione e immobilismo. Avevo un negozio di parrucchiera nella rossa Bologna ed io azzurra convinta ho chiuso per la quantità di rossi che mi snobbavano e abbandonavano. Vivo in un condominio piccolo e purtroppo da cinque anni è stato affittato l’appartamento sopra al mio a una famiglia di extracomunitari: da allora sono obbligata a vivere la loro vita, privandomi della mia (rumore di notte e giorno e tante persone ospiti sempre) e mi si viene a parlare di integrazione! Vedo da tutte le parti servilismo, reti Tv che dovrebbero almeno essere imparziali (servizio compleanno Cossutta) vero Rossella? Detesto Casini e Fini, due arrivisti colpevoli di averci fatto perdere le elezioni. Berlusconi, se ci sei batti un colpo. E noi? E io? Ho creduto tanto a questo sogno, vorrei un Paese libero, giusto, dove la gente che ha meriti fa strada e i fannulloni a casa. Voglio continuare a credere in qualche cosa e visto che ho 60 anni, e spero di vivere ancora, voterò sempre Fi, ma Berlusconi si dia una mossa, butti a mare certa gente e conti di più sul popolo che lo ha votato, almeno noi non lo tradiremo.
Gabriella Maccagli
Bologna
Due maggioranze
In vita mia è la prima volta che vedo un governo con due maggioranze. Basta che questo governo non abbia la maggioranza su qualcosa, e subito l’opposizione l’aiuta (Libano, eccetera). Adesso per le pensioni, la finanziaria, Tv assisteremo al voto delle due maggioranze. Basterà per esempio, che non infieriscano troppo sulle Tv, ed allora l’opposizione, con qualche farneticante scusa, farà passare di tutto. Bravi quelli del governo attuale, ma ancor più bravi quelli dell’opposizione.
Piero Costanzi
Brescia
L’allarme
L’articolo di Paolo Guzzanti è stato un forte segnale di allarme per Berlusconi; poiché è sempre il capo che connota un partito. Silvio Berlusconi, rendiamocene conto, non ha più l’età per gestire un partito come Forza Italia. Sarebbe ora che qualcuno glielo facesse capire e che lui ne prendesse atto e creasse una leadership nuova con a capo Roberto Formigoni, liberandosi delle attuali cariatidi che lo circondano. Nel medioevo i castelli si espugnavano per fame; oggi Forza Italia la stanno espugnando per vetustà del leader. Voi «amici» non avete il coraggio di essere sinceri.
Eugenio Cartechini