Ecco come la musica sacra va in aiuto dell’archeologia

Parole d’ordine efficaci e ricche di suggestioni quelle usate per presentare la sesta edizione di un festival internazionale che i romani si attendono ogni anno, all’inizio dell’autunno: il Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra. Per intenderci, il festival che ha come orchestra «residente» i prestigiosi Wiener Philharmoniker e che viene ospitato nelle grandi basiliche patriarcali «maggiori» e che quest’anno si svolgerà dal 10 al 13 ottobre . «L’arte salva l’arte» la prima parola d’ordine, per ricordare che ogni anno allo svolgimento del festival si accompagna il restauro di un’opera d’arte; e il restauro di quest’anno ha addirittura il sapore di una vera scoperta di importanza mondiale: il recupero della necropoli del IV secolo, sotto la Basilica di san Pietro, fatta interrare dall’imperatore Costantino per gettare le fondamenta della basilica, laddove l’apostolo Pietro era stato martirizzato e sepolto. San Pietro ospiterà l’apertura del festival, il 10 ottobre (ore 17) quando verrà eseguita per la prima volta in Italia, durante il rito liturgico, una Messa per organo, coro e orchestra, scritta da Wolfgang Seifen. L’indomani (11 ottobre, ore 21) l’appuntamento clou del festival, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, con i Wiener, ai quali si unirà il Coro di Santa Cecilia, diretti da Daniele Gatti per la Messa da Requiem di Verdi: un capolavoro che in questa stagione è stata eseguito parecchie volte a Roma. Un altro riconosciuto capolavoro di musica sacra risuonerà nella Basilica di san Giovanni, a chiusura del festival, sabato 12 ottobre , ad opera dell’Amsterdam Baroque Orchestra and Choir diretti da Ton Koopman, nella Messa in si minore di Bach. Il giorno prima, a Santa Maria Maggiore - dove l’anno scorso venne rivelato al mondo il prezioso Exultet di Avezzano (inizi sec. XI) - ancora un repertorio inusuale: La Musica Sacra a Milano nel Seicento, con il complesso Le poème Harmonique diretto da Vincent Dumestre. Info: 06.6869187.