Ecco il nascondiglio di Adriano dove i narcos fanno i poliziotti

Pare che fino al taglio in decine di pezzi di Arcanjo Antonino Lopes, a Vila Cruzeiro si potesse anche circolare. Armati, ma si poteva circolare. Ma dopo la sua esecuzione niente è più tornato come prima.
Antonino era conosciuto come Tim Lopes, inviato speciale di Rede Globo, un ficcanaso della malora, uno che nascondeva la minicamera e filmava la vita a Vila Cruzeiro così come non la vedeva nessuno, nella periferia più incredibile di Rio, dove le minorenni si prostituiscono a cielo aperto, i narcos distribuiscono cocaina gratis per allargare il giro e la miglior prospettiva è un reclutamento nelle minibande che fanno capo a Eneas Maluco, capo del traffico nell’intero Complexo Alemao. Lopes era stato riconosciuto e portato davanti a Maluco, processato e condannato a soffrire prima di morire. Maluco si incaricò personalmente della faccenda, gli sparò nelle gambe per impedirgli la fuga, poi iniziò a farlo a pezzi con una katana, la spada che affetta fogli di carta. Poi chiese di allestire un microonde, e cioè una pila di pneumatici a cui venne dato fuoco per calarci quanto era rimasto di Tim Lopes. Era il 2 giugno del 2002.
La narcotici e la polizia locale avevano raggiunto una specie di tregua con i soldados di Maluco, chiudevano un occhio su quanto accadeva nelle vie di Vila Cruzeiro in cambio di retate saltuarie in cui banditi di basso calibro finivano in cella. Ma dopo la morte di Lopes, Vila Cruzeiro è diventata un inferno con tanto di certificato e con le regole dei territori governati dai narcos. Quando si sono infittite le azioni della polizia il terrore è diventato pane quotidiano, l’esercito entrava e menava senza distinzioni, agli abitanti di Vila Cruzeiro non restava altro che farsi difendere dai narcos, fra mezzi blindati e fucili a pallettoni che fanno volare le automobili della Policia a decine di metri. Riso, fagioli e morti ammazzati, eppure c’è gente che ci vive e anche bene, perché in fondo è un luogo denso di energia e qualcuno è stato perfino convinto che sia questa la nuova strada, con una favela da colorare. A due artisti olandesi è successo proprio così, Dre Urhahn e Jeroen Koolhaas sono capitati a Vila Cruzeiro e se la sono cavata grazie alla loro abilità nei murales. Pare che i narcos gli abbiamo detto: fateci vedere cosa sapete fare...e loro sino messi giù a colorare per settimane senza chiudere occhio, trasformando la più imponente scalinata di Vila Cruzeiro, dove i morti rotolano giù fino alle baracche, in uno spumeggiante fiume azzurro. Adesso Vila Cruzeiro la chiamano Vila Dipinta e non c’è bisogno di chiedersi come mai.
Nel maggio del 2007 in uno scontro fra esercito e narcos sono rimasti stecchiti 16 banditi, oltre cinquanta i feriti. A ottobre dello scorso anno durante un’irruzione, la polizia ha trovato fucili antiaerei, in un recente conflitto a fuoco la reazione della gente è stata tale che la polizia si è presentata per un presidio permanente in assetto antiterrosismo. Ma lì è un posto sicuro se sei uno che sa stare in campana. I narcos ti proteggono giorno e notte. Adriano è uno di Vila Cruzeiro, non c’entra coi narcos ma a undici anni ha visto suo padre colpito alla testa da un proiettile vagante. E loro con lui hanno sempre avuto un occhio di riguardo. Quando finì contro uno spartitraffico alle prime luci dell’alba, coinvolgendo altre automobili, non dovette fare altro che abbandonare in fretta la zona, poi arrivarono loro. Distribuirono qualche cruzeiro ai titolari delle auto danneggiate e quando venne la polizia era tutto in ordine. Incidente? Ma quale incidente, qui c’è tutta gente per bene, si sentirono rispondere i poliziotti.