«Ecco il numero dell'avvocato: non si sa mai...»

[FIRMA-SERVI]Marta Bravi
nostro inviato
a Vicenza
«Contrordine compagni». Niente tafferugli, nessuna provocazione. È la parola d'ordine dei centri sociali milanesi accorsi in massa a Vicenza. Che il Leoncavallo e il Cantiere avessero intenzioni pacifiche lo si sapeva già, la sorpresa l'ha riservata il centro sociale Vittoria, unico ad avere espresso solidarietà agli arrestati per le inchieste sulle nuove Br e il Torchiera che consigliava sul sito ai «compagni» di portarsi lo scolapasta, che tradotto significa «sinistramente» il casco. «E invece è stata una festa bellissima - come ha dichiarato Dario Fo al comizio conclusivo - volevano che ci fossero scontri e non ci sono stati». Qualche casco legato alla cintura, cappucci calati sul volto, kefiah al collo, in mano solo bottiglie. «Stiamo compatti - aveva detto Elio, portavoce del centro sociale Vittoria, appena sceso dal pullman - teniamo d'occhio gli infiltrati. Ce l'hai il numero dell'avvocato» ci chiedono. «Tieni, che non si sa mai...».
I compagni del Vittoria non risparmiano polemiche e allusioni: «Un tempo c'era solo l'Orso (il centro sociale di via Gola sgomberato un anno fa, ndr) adesso per i giornali sembra che ci sia solo il pericolosissimo Vittoria» e sghignazzano. «Sull'altro pullman c'è anche Massimiliano Murgo (il ragazzo del centro sociale Fucina di Sesto San Giovanni iscritto alla Fiom e indagato per l'inchiesta sulle nuove Br) - dice Mario - ma sai che colpo quando ho sentito il Tg? Era uno tranquillissimo». I compagni ridono, oggi è solo un giorno di festa.