Ecco la nuova Belfast: tanti musei, design e birre tra i murales

Un long weekend tra storia e design per visitare la rinata e vivace città irlandese. Nelle strade di mattoni che videro la guerra civile ora i turisti si divertono nei pub

I miei primi ricordi di Belfast risalgono a circa 25 anni fa in pieno clima da guerra civile. Momenti tristissimi e luttuosi ma con un'atmosfera unica e indimenticabile tra blindati, carri armati, posti di blocco, mura con filo spinato e torrette con mitragliatrici a dividere i quartieri protestanti da quelli cattolici. La sera strade deserte e pochissimi locali aperti.

Ma, oggi, la città ha subìto una trasformazione completa. In positivo. Per capire come uno dei luoghi più problematici della recente storia europea, teatro di drammatici scontri tra cattolici e protestanti, si sia trasformato in una città d'avanguardia in molti campi, bisognerà fare una lista delle priorità da scoprire, magari partendo dal Titanic Belfast. Sbaglia di grosso chi pensa che il gigantesco museo costato ben 97 milioni di euro e inaugurato nel 2012, a cento anni esatti dall'affondamento del celebre transatlantico durante il suo sfortunato viaggio inaugurale, sia il principale motivo per visitare la città. In realtà la vivace capitale dell'Irlanda del Nord, che amministrativamente fa parte del Regno Unito, ha tante e tali curiosità da offrire al turista che un long weekend forse non basta per apprezzarle tutte. Tanto è vero che anche il New York Times l'ha designata come una delle città più vitali d'Europa.

Costruito in tre anni di lavori sul Waterfront, nel luogo esatto in cui all'inizio del Novecento sorgeva il bacino di carenaggio dei più grandi cantieri navali del mondo, Harland & Wolff, il nuovo museo del Titanic ha una avveniristica forma a stella che ricorda da ogni lato quella della prua di una nave ed è completamente rivestito di alluminio. All'interno, nelle nove gallerie interattive si snoda la storia del Titanic, dal momento della progettazione fino al tragico naufragio e alla riscoperta del relitto nel 1985. Attraverso ricostruzioni accurate, immagini d'epoca, suoni, storie, ricostruzioni di ambienti, giri a bordo di piccole funivie interne e perfino odori, il visitatore ripercorre passo passo la storia di quella appassionante avventura. E alla fine della visita si può fare incetta nel (...)

(...) fornitissimo shop di gadget tematici, comprese le fedeli riproduzione di piatti, asciugamani e suppellettili usate a bordo. Dopo la doverosa visita al Titanic Museum, che richiede perlomeno un paio d'ore, si può partire - a piedi o a bordo di un caratteristico Black Cab in stile londinese (io ho usato quello condotto dalla colta e simpatica guida Billy Scott e prenotabile su www.touringaroundbelfast.com) - alla volta della città, divisa in quartieri dall'anima molto diversa. Come l'elegante zona universitaria delimitata dal Golden Mile, un chilometro di pub e locali tra cui perdersi. Qui sorge il Queen's College, l'università più prestigiosa dell'Irlanda del Nord, fondata dalla regina Vittoria nel 1849, il cui emblema è lo splendido Lanyion Building di mattoni rossi in stile neo Tudor.

Poco lontano da vedere anche i Botanic Gardens: creati nel 1827 e aperti tutto l'anno, sono un paradiso di prati, alberi, fiori e sentieri sinuosi, con un'incantevole serra di palme. Imperdibile la visita nei tipici quartieri operai delle zone east e west con le case di mattoni rossi e i famosi Murales lealisti e indipendentisti. Ma, passeggiando per Belfast, si scoprono tante altre curiosità: dal Big Fish in ceramica che celebra il ritorno del salmone nel fiume risanato dall'inquinamento al modernissimo museo Mac di Arte Contemporanea, dalla St. Anne's Cathedral in Donegall Street con il pavimento in marmo bianco e nero che rappresenta il passaggio alla vita eterna all'Albert Memorial, una torre pendente dedicata al marito della regina Vittoria che peraltro in città non mise mai piede. Dal mastodontico City Hall, il Municipio quadrangolare vittoriano che rappresenta un comodo punto di riferimento per i turisti che girano in centro, al pittoresco St. George's Market, una struttura ottocentesca di mattoni rossi, ferro e vetro che ospita il mercato: un mix di cibo, chincaglierie e bancarelle di artigianato, con musica dal vivo. E a proposito di musica, non si può certo lasciare Belfast senza fare il giro dei suoi mille pub, oggi tutti aperti e piacevolmente affollati, per bere pinte di birra e assistere al rito del «craic»: la musica tradizionale improvvisata da orchestrine di appassionati dilettanti. Un'esperienza così divertente che da sola può valere il viaggio.

Per il soggiorno, un indirizzo consigliabile è quello del centralissimo, confortevole e trendy Malmaison Belfast (www.malmaison.com), ma chi cerca una sistemazione più lussuosa sceglie lo storico The Merchant Hotel (www.themerchanthotel.com). I collegamenti diretti sono assicurati da Jet2.com (www.jet2.com) che vola da Roma, Pisa e Verona a Belfast. Per informazioni: Turismo Irlandese, tel.02 48296060, www.irlanda.com oppure www.discovernorthernireland.com.