Ecco la nuova Bmw. E Kubica fa come Obama: "Vincere il titolo? Yes, I can"

A Valencia presentata la nuova Bmw F1. Il pilota polacco: "Eravamo da titolo nel 2008, lo siamo adesso". Intanto al Mugello, sotto la pioggia, seconda giornata di prove per Raikkonen con la Ferrari F60

Quarantadue giri e due uscite (1'33.920), ma quanta pioggia. La Ferrari e Kimi Raikkonen che cercavano bel tempo e indicazioni confortanti in quel del Mugello, hanno trovato le seconde e questo, francamente, per il momento può bastare. Dunque, il programma di sviluppo prosegue nonostante le sbavature sulla sabbia del finnico ex campione del mondo, così come procede l'intensa attività degli altri team a Portimao, in Portogallo. Macinano chilometri McLaren, Williams, Toyota, Renault e, intanto, un'altra big, in quel di Valencia, si toglie i veli: la Bmw F1-09 anche detta Sauber-Bmw. I piloti sono i soliti: l'affidabile e decisamente antipatico Nick Heidfeld e il veloce, decisamente simpatico, Robert Kubica, quarto nello scorso campionato. Il polacco d'Italia - visto che vive in Toscana - ha le idee chiare sul mondiale che s'accenderà in quel di Melbourne il prossimo 29 marzo: «Lo scorso anno ho dato il massimo... Nella prima metà della stagione eravamo in lizza per il titolo, ad un certo punto eravamo addirittura al comando del Mondiale piloti e di quello costruttori. Tutti, però, ricordano come è finita...». Sott'inteso: la Bmw ha tirato un poco i remi in barca, la sensaziome è che, in fondo, quanto raggiunto le andasse già bene, e il ragazzone dell'Est è stato così risucchiato via. A crederci di più, avrebbe potuto giocarsela per il titolo fino all'ultimo. Nonostante le nuove regole applaudite da Alonso e altri, il polacco va controcorrente. «Spero di sbagliarmi ma non credo che la situazione cambierà granché. Non mi aspetto che la Formula 1 diventi come le gare di kart o come quelle delle vetture da turismo. I top team resteranno i soliti, noi compresi. Certo, potrebbe esserci qualche opportunità in più. Ma se un pilota si trova in un gruppo di monoposto fortissime, è sempre difficile superare. Lo spazio di frenata è ridotto e le macchine si assomigliano, soprattutto in staccata». Vero. Resta il fatto che i piloti con un poco di talento in più potranno forse dire la loro. Non a caso, Robert lo fa capire a chiare lettere: «Se posso lottare per il titolo mondiale? Certo, yes I can». Di questi tempi, più che una frase, una garanzia di successo.