Ecco la nuova Chinatown: bar e gallerie d'arte

Quasi tutti i 300 magazzini dei grossisti cinesi si convertiranno in videoteche pub e pizzerie. Ma in 50 si trasferiranno. De Corato: "La Ztl non ha danneggiato il commercio, dal 17 novembre al 26 gennaio hanno chiuso solo sei esercizi"

Indietro non si torna. Anzi. Da marzo o aprile a Chinatown i 24 commercianti che ne hanno fanno richiesta potranno allestire dehors all’aperto, e dall’autunno via ai cantieri per l’isola pedonale. Ma dopo due mesi di zona a traffico limitato in via Sarpi (è partita il 17 novembre), tra qualche settimana scattano controlli a tappeto anche nelle strade limitrofe. Perché se gli occhi (e il blocchetto delle multe) dei ghisa finora si sono concentrati sulla ztl, dove il carico e scarico merci è consentito solo dalle 10 alle 12.30, i «furbetti» hanno cominciato a sforare i tempi (dalle 10 alle 14) più larghi della corona esterna, ad esempio in via Baiamonti, Montello, Messina. «La fascia oraria in quest’area non viene rispettata - ammette il vicesindaco Riccardo De Corato -, aspetteremo ancora qualche settimana che la situazione in Sarpi si normalizzi poi passeremo a sanzionare la zona limitrofa, con dieci-venti agenti al giorno. Non si pensi che ciò che non si può più fare in via Sarpi si possa trasferire appena all’esterno». Precisazione fatta ieri mattina al tavolo tra Comune, commercianti, residenti riuniti in ViviSarpi e Sarpi Doc e a cui ha partecipato anche Angelo Ou, in rappresentanza dei 153 dettaglianti cinesi della zona. Proprio Ou è tornato a chiedere che finché non c’è l’isola pedonale, «la ztl venga sospesa». Di fronte al muro del Comune, ha sollecitato almeno un’ora in più per il carico merci, il passaggio dei taxi in via Sarpi e di una linea dei bus e parcheggi. «I negozi al dettaglio hanno perso il 60% del fatturato - afferma il rappresentante dei cinesi -. Circa 50 grossisti hanno intenzione di trasferirsi (20 a Lacchiarella), e dato che sulla ztl ormai non c’è intenzione di tornare indietro, guardando al futuro e alla trasformazione del quartiere in isola, molti dei 300 negozi all’ingrosso rimasti stanno valutando di convertirsi in attività al dettaglio: bar, pizzerie, videoteche, oggetti d’arte. Chiederemo un dialogo con il Comune per avere facilitazioni». A muso duro contro la ztl anche l’Ales, che rappresenta 107 commercianti. Ma sull’ipotesi del ricorso al Tar minacciata giorni fa «per ora non faremo nulla - ammette il portavoce Remo Vaccari - siamo sfiduciati, gli affari sono in picchiata, ma vedremo se coi tavolini all’aperto cambierà qualcosa». [TESTO]Il vicesindaco puntualizza che la ztl «non ha danneggiato il commercio, è una bufala. [/TESTO]Dal 17 novembre al 26 gennaio hanno chiuso 6 negozi, l’anno scorso nello stesso periodo 11». De Corato fa presente che tra le correzioni da apportare alla ztl «ci sarà un provvedimento per impedire la sosta parassitaria dei residenti, che a volte lasciano l’auto parcheggiata per giorni, e ricaveremo altri 70 posti in via Pio IX». Pierfranco Lionetto di ViviSarpi ammette: «Anche noi residenti dobbiamo fare dei sacrifici». Soddisfatta l’Unione del commercio, anche per il progetto di riqualificazione presentato ieri da Palazzo Marino e che «prevede alberi, come avevamo chiesto - afferma Giorgio Montingelli -. Dalla primavera invitiamo il Comune a organizzare un paio di eventi al mese». Croci fa presente che nei due mesi di test il traffico di auto nella ztl è calato del 65,3% e del 55,3% quello dei veicoli merci, «anche nelle vie limitrofe si registra un aumento di poche centinaia di auto al giorno, mentre la velocità dei bus è salita del 7%. Stiamo valutando aree di sosta per i taxi».